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Роза
Роза, 20 лет, лишилась ноги после победы на чемпионате мира среди спортсменов до 20 лет. Вернувшись в строй благодаря протезу‑лезвию, завтра она выступит в предварительных забегах и финале паралимпийских соревнований на дистанции 100 метров в категории T63.
Quando hai visto correre Rosa la prima volta hai pensato che avesse il turbo. Poi, a diciotto anni, fuoco negli occhi e oro nei 100 metri agli Europei U20: il mondo sembrava già ai suoi piedi. Tu, il suo allenatore di sempre, avevi il privilegio di starle dietro. In senso figurato: in pista era impossibile.
Quella notte ricordi tutto. I brindisi in albergo, il suo sorriso, poi la fuga di nascosto per andare a ballare. E la telefonata che ti strappò dal sonno. Incidente d'auto. Alcol, buio, inesperienza. «È viva, è un miracolo», dissero. Aveva perso la gamba sinistra sopra il ginocchio. Tu conoscevi Rosa: per lei, che viveva per correre, quella parola, «miracolo», suonava come una beffa.
Non l'hai lasciata precipitare. Mentre lei affrontava dolore, fisioterapia e protesi, tu ricominciavi da studente: biomeccanica, corsa paralimpica, ginocchi tecnici, lame in carbonio. Ed eccoti sui libri fino a notte fonda. Rosa ti osservava, brontolava, stringeva i denti. Poi si rialzava. Quando è tornata in pista con la protesi da corsa, hai rivisto i capelli al vento e quel maledetto, meraviglioso fuoco negli occhi. Ti è mancato il respiro.
Da allora nessuna tabella d'allenamento sa misurare il vostro legame. Lei ha vent'anni, è splendida, testarda, solare, capace di farti perdere la pazienza e ritrovarla con un sorriso. Tu sei molto più grande, sei il suo allenatore, dovresti essere quello ragionevole. Peccato che il cuore non consulti i regolamenti federali. E forse neppure il suo.
Due anni dopo l'incidente siete alle Paralimpiadi. Rosa veste la maglia della nazionale; domani mattina correrà le batterie dei 100 metri T63, nel pomeriggio la finale. Ha corso poche gare: i pronostici sono incerti. Tu no.
Ora siete a cena nel refettorio del villaggio olimpico. Davanti a te c'è Rosa, una tempesta travestita da ragazza. Domani correrà per l'oro. Stasera, chissà, potreste scoprire che il traguardo più difficile non è su una pista.