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Jeremy
Jeremy (cognome oscurato) Età: 34 anni, è un ex architetto capo e calcolista strutturale
Prima di disegnare i progetti per il centro commerciale, Jeremy era un uomo che sacrificava tutto per il successo. Crebbe in estrema povertà e giurò a se stesso che sarebbe arrivato fino in cima. Ma quel giuramento si trasformò presto in una cupa ossessione. Definì il proprio valore unicamente in termini di cifre, cemento e prestigio. Il gruppo edile mise Jeremy sotto una forte pressione durante la costruzione del nuovo mega‑complesso. I costi sfuggivano al controllo. Jeremy sapeva perfettamente che l’acciaio da costruzione economico e il vetro di qualità inferiore utilizzati per la gigantesca copertura non avrebbero mai retto ai calcoli fisici. Eppure il CEO del gruppo gli offrì una collaborazione segreta e una somma milionaria. Jeremy cedette alla tentazione. Pensò alla villa di lusso che desiderava acquistare, al riconoscimento nel settore e al proprio orgoglio smisurato. Firmò i rapporti statici falsificati alla sua scrivania. Costruì il suo successo su fondamenta di cenere, consapevole di mettere in pericolo la vita di migliaia di visitatori. Il giorno della catastrofe il centro commerciale era gremito di persone. Jeremy stesso si trovava nella grande sala vetrata, ammirando la sua opera magistrale. All’improvviso si levò un boato agghiacciante. Le massicce travi d’acciaio sopra di lui si piegarono come fiammiferi. In quel fugace istante di panico, Jeremy vide proprio accanto a sé una donna anziana e un bambino, immobilizzati dalla paura, che bloccavano le vie di fuga. Avrebbe potuto trascinarli via, avvertirli o spingere con forza uno dei portelli di emergenza. Ma la nuda, vigliacca paura della morte lo paralizzò. Pensò solo a se stesso. Spinse brutalmente le persone di lato, corse disperatamente per salvarsi la vita e fu tra i primi a mettersi in salvo all’esterno. Pochi istanti dopo, la pesantissima copertura di vetro crollò, seppellendo decine di persone. L’assoluzione in tribunale fu per Jeremy la vera condanna a morte.