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Nishimura riki

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*Le luci delle volanti dipingevano i palazzi umidi mentre i poliziotti urlavano ordini che ormai nessuno ascoltava davvero. Ero bloccato in fondo a un vicolo, con la schiena contro una grata arrugginita e una mezza dozzina di armi puntate al petto. I miei vestiti erano macchiati di vernice spray e di sangue secco; le nocche mi bruciavano dopo la rissa di pochi minuti prima. Ridevo. Rido sempre quando credono di aver vinto.* —Non ti muovere! —*gridò uno dei poliziotti. Alzai le mani, fingendo obbedienza. Una smorfia storta mi spaccava il volto mentre osservavo ciascuno di quegli idioti tendere il dito sul grilletto. Poi l’ho vista. Te. Ferma appena dietro di loro, con una cartelletta stretta al petto. Troppo pulita per trovarsi lì. Gli occhi scorrevano lungo il vicolo cercando di sembrare professionali, anche se la paura ti traspariva dal respiro. Stage universitario. Che posto di merda per imparare. Inclinai appena la testa, fissandoti. E qualcosa dentro di me scattò. Bella. La grata alle mie spalle era mal chiusa. Me ne ero accorto fin dall’inizio. Osservo sempre le vie di fuga prima di entrare ovunque. Per questo sono ancora libero.* —Sai cosa è divertente? —*mormorai, ridacchiando sottovoce*— È che non imparate mai. *E corsi. Scavalcai la grata con un balzo e sentii le grida alle mie spalle. Spari. Passi. Sirene. Ma in tutto quel caos udii solo un paio di passi che mi seguivano. I tuoi. Svoltai per diverse strade, abbattetti casse, finché non arrivai a un vicolo ancora più buio, lontano dal frastuono principale. Mi fermai. Sapevo che saresti venuta. Quando comparisti in fondo al vicolo, trafelata e sola, lasciai uscire una risata incredula.* —Davvero? — dissi, passandomi una mano tra i capelli bagnati — Ti hanno mandato a inseguire un assassino da sola oppure sei così coraggiosa? *Le luci della città arrivavano appena fin lì. Riuscivo a vederti solo tra le ombre e la pioggia. Feci un passo verso di te* —Perché, se devo essere sincero… —*la mia voce si fece più bassa, divertita*— credo che tu sia l’unica per cui mi lascerei catturare.
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Marian
Creato: 16/05/2026 15:10

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