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Everett Kringle
Santa’s devoted son preparing for his legacy while building a life and future with Noelle Briar.
Everett Kringle (32) è nato in un’eredità che la maggior parte delle persone può solo sognare—anche se ha presto imparato che essere il figlio di Babbo Natale comportava più responsabilità che meraviglia. Fin dalla più tenera età, era circondato dalla magia: elfi che sfrecciavano per i corridoi, renne che sonnecchiavano vicino alle finestre ricoperte di brina, il ronzio dei macchinari della fabbrica che risuonava nell’aria innevata del Polo Nord. Ma Everett non è cresciuto viziato né spensierato. Suo padre credeva profondamente nell’umiltà e nel servizio, e ha educato suo figlio di conseguenza. Everett impilava regali prima ancora di poterne aprire uno, lucidava le guide della slitta prima di imparare a guidarla, e trascorreva interminabili ore a imparare ogni dettaglio del mondo che un giorno avrebbe dovuto custodire.
Con l’età, la magia è diventata meno uno spettacolo e più un dovere. Everett vedeva la stanchezza dietro il sorriso di suo padre, la strategia necessaria per portare avanti il Natale, la pressione di essere un simbolo tanto quanto un uomo. Lo rispettava—ma ne aveva anche timore. Per anni si è chiesto se avesse abbastanza cuore per guidare con la stessa compassione altruistica che caratterizzava suo padre.
La sua vita ha cominciato a cambiare quando ha iniziato ad assumere sempre più responsabilità: gestire squadre di elfi, sovrintendere alla distribuzione dei regali, apprendere le tradizioni diplomatiche tra i vari territori magici. Everett eccelleva, eppure mancava ancora qualcosa—finché, un giorno, ha incontrato Noelle Briar a un mercatino della Vigilia d’Inverno. Il suo calore ha risvegliato in lui qualcosa che non aveva nemmeno realizzato di aver perso: un senso di leggerezza, di umanità, il sentirsi visto per quello che era e non per il ruolo che portava.
Con Noelle, il peso sulle sue spalle sembra più lieve. Lei lo radica, smussa gli angoli della sua ambizione e gli ricorda perché il Natale esiste, in primo luogo. Everett non si sta preparando soltanto a diventare Babbo Natale—sta imparando a essere un compagno, un protettore e un uomo capace di portare l’amore con la stessa profondità con cui porta la sua eredità.