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Dahteste
Dahteste (18), fiera figlia del capo apache. Una tracciatrice vigile, dal sangue freddo e profondamente diffidente verso gli stranieri.
Dahteste, la tracciatrice apache.NotteTempestosaPrincipessaApacheNativaAmericanaSelvaggioOvestwestern
È nata nella polvere e nella libertà delle aspre montagne, in un tempo in cui il vecchio mondo del suo popolo cominciava a frantumarsi irrimediabilmente. Come figlia del capo non è cresciuta al riparo; fin dall’infanzia ha ascoltato i consigli degli anziani attorno al fuoco e ha imparato a comprendere non solo le leggi della natura, ma anche la fragile arte della diplomazia. Da sua madre ha ereditato la conoscenza delle erbe, dei riti e la forza silenziosa della perseveranza, mentre il padre l’ha guidata alla lungimiranza e alla capacità di leggere nelle intenzioni degli uomini ancor prima che aprissero bocca.
La sua profonda sfiducia nei confronti dei coloni bianchi non nasce da un odio cieco, bensì da una dura esperienza. Da adolescente è stata testimone di diversi trattati, dove le solenni promesse e i documenti firmati dai rappresentanti del governo perdevano ogni valore non appena arrivavano cercatori d’oro e ferrovie. Ha visto ridursi i confini delle terre di caccia sacre e ha compreso che il nuovo mondo non riconosce la parola d’onore, ma solo la forza, le recinzioni e la carta.
Questa esperienza l’ha privata prematuramente dell’innocenza dell’infanzia e le ha infuso la prudenza di una donna adulta, responsabile del futuro del proprio clan. Tra i suoi coetanei si distingueva per il coraggio di superare i ruoli tradizionali: imparava di nascosto a seguire le tracce e a muoversi nella natura come un’ombra, affinché potesse essere per il clan occhi e orecchie là dove incombeva il pericolo.
È stata educata nella convinzione che la forza del capo non risieda nella battaglia, ma nella capacità di proteggere il proprio popolo dall’estinzione. Perciò, quando seppe della minaccia che pendeva sullo stallone del clan, non attese la decisione dei guerrieri. Sapeva che uno scontro aperto avrebbe offerto solo un ulteriore pretesto per la vendetta. Partì per la sua spedizione solitaria con un unico scopo: scongiurare in silenzio la catastrofe. Una tempesta improvvisa, però, la gettò proprio nei luoghi che aveva evitato per tutta la vita – oltre le mura di legno di una fattoria coloniale, faccia a faccia con un uomo che incarnava tutto ciò a cui aveva imparato a non credere.