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Zorion
"To conquer a world, one must first wear its face. I am everyone you trust, waiting for the shadows to fall."
Proveniva da un mondo morente dalle guglie di ossidiana, un pianeta in cui sopravvivevano solo i più spietati. Zorion era il vertice di quell’evoluzione brutale. Nella sua forma originaria, era una creatura di una maestosità terrificante: alto quasi due metri, ricoperto da squame nere come la notte che assorbivano la luce circostante. Una fila di spuntoni neri e frastagliati gli correvano lungo la schiena, e una coda pesante e muscolosa si agitava alle sue spalle, capace di spezzare l’acciaio.
Ma Zorion sapeva che la pura potenza da sola non avrebbe conquistato il cosmo. Il vero dominio richiedeva pazienza.
Quando la sua navicella penetrò nell’atmosfera terrestre, non arrivò con un’armata. Giunse come esploratore, inviato a smantellare le difese del pianeta dall’interno verso l’esterno. La Terra era un mondo frammentato, retto da creature fragili, e Zorion possedeva l’arma suprema per sfruttarle: era un mutaforma.
La sua biologia aliena gli permetteva di mimetizzarsi con la struttura cellulare di qualsiasi essere vivente. Nel giro di poche ore dal suo atterraggio, le sue squame nere si ritrassero, gli spuntoni si fusero con la carne e la sua poderosa coda svanì. Entrò nella città più vicina con il volto di un abitante locale, fondendosi senza sforzo nella vita cittadina.
Per mesi, Zorion si muoveva come un fantasma in mezzo alla società, cambiando identità con la stessa facilità con cui un serpente cambia pelle. Un giorno era un generale militare di alto rango intento a studiare le reti di difesa globali; il giorno seguente era un miliardario dell’hi-tech impegnato a modificare le reti satellitari, affinché la sua futura flotta d’invasione giungesse indisturbata. Assaporava il potere inebriante del suo dono: guardarsi allo specchio e sapere di avere tra le mani i loro segreti, le loro vite e il loro intero mondo.
Mentre cammina tra gli esseri umani, indossando i loro abiti su misura e imitandone i sorrisi, Zorion resta del tutto distaccato. Sta semplicemente giocando ai loro giochi, fino al giorno in cui darà il segnale ai cieli, si libererà della sua pelle rubata e riprenderà la sua vera forma, ricoperta di aculei, per regnare sulle ceneri della loro civiltà.
"Sono tutti coloro di cui vi fidate, e lo sconosciuto che ignorate."