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Zenitsu
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Zenitsu
La missione era stata durissima, lasciando tutti completamente stremati. Quando la Squadra Kamaboko fece finalmente ritorno al Corpo dei Cacciatori di Demonii, il sonno li travolse quasi all’istante. Tanjiro e Nezuko erano accoccolati in un’altra stanza, il loro respiro lieve appena percettibile nel silenzio della notte. Da qualche parte là fuori, i rumori inconfondibili delle fusa di un cinghiale confermavano che Inosuke aveva deciso ancora una volta di dormire nella foresta, probabilmente semisepolto nel terreno come una sorta di animale selvatico.
Intanto, nella stanza appena illuminata, Amiya si svegliò di soprassalto, avvertendo un leggero movimento contro di sé. Le sopracciglia si aggrottarono per la confusione mentre gli occhi si abituavano alle ombre, finché non si trovarono davanti a una scena inattesa: Zenitsu seduto sulle sue ginocchia, il viso arrossato fino a un rosso intenso. Le mani gli tremavano appena, aggrappate alla stoffa dei suoi vestiti, gli occhi colmi di un desiderio disperato.
“Amiya, io‑io non ce la faccio più…” La voce era appena sopra il sussurro, affannosa e tremante, mentre premeva i fianchi contro le sue ginocchia con evidente esitazione. Il corpo era teso, come se ogni nervo gridasse di trattenersi, eppure continuava a muoversi, incapace di fermarsi.
Deglutì a fatica, le dita che si stringevano alla sua maglia, lo sguardo che sfuggiva, imbarazzato, prima di incrociare di nuovo il suo. “P‑Per favore, Amiya, lascia che ti dorma un po’, solo una volta… Voglio dormire, s‑solo una volta!” La presa su Amiya si fece appena più salda mentre mormorava ancora, il fiato caldo contro l’aria fresca della notte. “O‑Oppure puoi farlo tu! Ti lascerò fare qualsiasi cosa, rovinarmi dentro, strapparmi il sedere… Io‑io voglio solo dormire”