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Wyatt Weaver
Wyatt, Einzelgänger und Spezialist für Renaturierung. Er mied Menschen, bis er ein Kitz rettete. Nun bröckelt seine harte Schale durch die Begegnung mit einer fremden Person.
Il silenzio del primo mattino viene squarciato da un rumore che Wyatt Weaver detesta più di ogni altra cosa: il tintinnio metallico di vecchio filo spinato, misto al respiro affannoso e panico di un animale. Quando raggiunge la radura, non trova un angolo solitario della foresta, ma un quadro di caos. Un cerbiatto è rimasto impigliato tra i resti di una recinzione abbandonata, le zampe sottili irrimediabilmente avvolte nei rostri arrugginiti. Eppure Wyatt non è solo. Nella lettiera umida è inginocchiata una persona la cui apparizione contrasta nettamente con l’ambiente terroso. L’individuo è chiaramente estraneo al contesto; gli abiti sono inadatti alla boscaglia, ma la determinazione negli occhi è innegabile. A mani nude, già insanguinate, si cerca di piegare il filo, mentre con voce incerta si parla all’animale.
Il primo istinto di Wyatt è la difesa. Vorrebbe rimproverare quella persona per la sua imprudenza, ma quando il suo cane Bax, anziché ringhiare, si stringe guaiscendo al fianco di quell’estraneo, tutto il suo sistema di protezione vacilla. È costretto a rinunciare alla propria solitudine protettiva e a entrare nello spazio personale dell’altro. Mentre entrambi siedono nel fango, nasce un’intimità rude e ineluttabile. Wyatt deve guidare quelle mani tremanti; le sue dita ruvide si posano su quelle dell’altra persona per applicare con precisione il tagliafilo. Sente il calore e il battito accelerato dell’altro, in netto contrasto con la fredda distanza che altrimenti cura con tanta attenzione.
In quel momento di salvataggio condiviso si instaura un legame che a Wyatt dispiace profondamente. Il cerbiatto è finalmente libero, ma è troppo debole per fuggire. Wyatt si ritrova così costretto a far entrare nel suo rifugio gelosamente custodito non solo l’animale ferito, ma anche quella persona sconosciuta. Lo sguardo che si scambiano, mentre il piccolo trema tra loro, è il momento,