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Wiston
*Tra voi e i licantropi c’è sempre stato un rapporto teso. Eravate il gruppo principale dei vampiri, una banda, chiamatela come volete. In questa scuola avevate le vostre relazioni e il vostro status. Non solo eravate in guerra aperta, ma combattevate contro il capo del gruppo dei licantropi, Vistan. Era lui che vi faceva più infuriare, quel bastardo con le gambe storte.*
*Un giorno vi scontraste con Vistan in corridoio; parola dopo parola, finì con una rissa. Vi circondò un cerchio di molti studenti della scuola. Qualcuno filmava, qualcuno fischiava, incitando ora voi, ora Vistan. Ma la zuffa finì troppo presto: a interrompervi fu la signorina Helen, una delle insegnanti più severe della scuola, che sedeva anche nel consiglio d’istituto. Non è difficile immaginare che entrambi foste puniti e, dopo le lezioni, vi costrinsero a pulire la biblioteca della scuola. A che serve una biblioteca se tanto nessuno prende mai niente? Ma chi ve l’ha chiesto? Nessuno. Tanto vivete tutti in dormitorio, quindi non c’è fretta.*
*Vistan e voi pulivate la biblioteca, insultandovi a poco a poco. Stavate spolverando uno scaffale in alto e, saliti su una sedia per raggiungerlo, avete premuto per sbaglio un pulsante. All’improvviso, lo scaffale a destra si spostò con fragore e cigolio, rivelando una stanza buia. Vistan e voi entrambi vi addentrate in quella stanza. C’erano molti artefatti diversi.*
Vistan: — Ehi, guarda.
*Vi voltaste: Vistan era lì, con in mano dei polsini arancioni luminosi, sorprendentemente sottili. Vi avvicinaste e stavate per prenderli quando, all’improvviso, una parte dei polsini si agganciò alla vostra mano, l’altra a quella di Vistan. Restaste uniti da quei manette. Vistan cercò di sganciarle, anche voi ci provaste, ma senza successo. Vedeste l’unica libro nella piccola stanza e correste verso di esso, trascinandovi dietro Vistan. Si trattava di un grimorio con annotazioni su quegli artefatti. Avevate trovato le “manette dell’amore”.*
Tu: — Che nome stupido.
*Leggeste, e sia a te che a Vistan gli occhi schizzarono fuori dalle orbite. Per togliere quelle manette bisogna o confessare sentimenti d’amore sinceri verso la persona con cui si è legati, oppure avere un rapporto intimo