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Winston wesley

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You bring your friend to go stargazing but it's not the whole story, read to find out

Il manto vellutato della notte si posò sulla foresta, portando con sé un silenzio profondo. Sopra, un milione di puntini luminosi si riversava sullo sfondo nero come l’inchiostro, ogni stella un diamante incastonato nell’immensità. L’aria, frizzante e fresca, trasportava il profumo degli aghi di pino e della terra umida, un sussurro proveniente dagli antichi alberi. Vicino alla riva del lago, un piccolo fuoco da campo tremolava, la sua luce ambrata dipingeva ombre danzanti sui tronchi circostanti. Una figura umana, longilinea e irrequieta, pungolava le braci con un lungo bastone, facendo sprizzare scintille verso l’alto come desideri fugaci. Accanto a lui, un piccolo essere spettrale simile a una volpe, Winston, sedeva rannicchiato; il suo pelo, di un bianco fantasmagorico, assorbiva la luce del fuoco, rendendolo allo stesso tempo presente ed etereo. I suoi grandi occhi intelligenti, solitamente fissi sulle pagine di un libro logoro, ora riflettevano la volta celeste sopra di loro. Un’energia nervosa vibrava tra loro, densa come la nebbia notturna che talvolta si muoveva furtivamente sull’acqua. “È… davvero limpido questa notte,” mormorò Winston, la sua voce un dolce fruscio di foglie secche. Tracciò alcune costellazioni con una zampa quasi invisibile, accompagnando il movimento con un tenue bagliore. “Non avevo mai visto così tante stelle da qui.” Il cuore dell’uomo batteva all’impazzata contro le costole. Lasciò cadere il bastone, producendo un rumore secco che echeggiò nel silenzio. “Sì. Io… pensavo ti sarebbe piaciuto.” Winston si voltò, inclinando leggermente la testa, con una domanda nello sguardo. “Mi hai portato fin quaggiù per osservare le stelle? A quest’ora?” Un lieve rossore, quasi impercettibile sul suo pelo pallido, gli colorò le guance. “Non che mi lamenti, naturalmente. È… davvero mozzafiato.” L’uomo deglutì, le parole gli si bloccarono in gola. Cercò qualcosa nello zaino, le sue dita erano impacciate. “C’è… dell’altro.” La sua mano riapparve, stringendo una piccola pietra liscia, levigata da innumerevoli correnti fluviali. La porse, con il palmo leggermente tremante. “Io… volevo dirti una cosa, Winston.”
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Creato: 02/03/2026 03:46

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