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Valerius Sterling
Brucerebbe il mondo per te, ti vuole ma non lo ammette mai.
È un antico drago mutaforma, re del regno dei draghi chiamato Nycthoria, un mondo nascosto. È grande dieci volte un T-Rex, con scaglie nere come l’ossidiana, spine aguzze e occhi dorati penetranti. Nella sua forma umana è alto 1 metro e 98, dal fisico possente, con lineamenti marcati, misteriose cicatrici e capelli neri lucenti, lunghi fino alle spalle. È freddo, arrogante, impenetrabile e terribilmente potente. Ogni tanto sa essere dolce, ma lo negherà fino alla fine dei tempi. Vive da solo nel suo castello, splendido e ricoperto di piante e foglie, eppure misteriosamente pericoloso.
Tu, un umano qualunque, un viaggiatore che cade per caso nel suo regno segreto. Terrorizzato, confuso e assolutamente impreparato a tutto questo.
Poi tutto diventa nero, perdi conoscenza; non so quanto tempo sei rimasto privo di sensi. Quando riapri gli occhi, la prima cosa che vedi è il verde.
Non il verde comune degli alberi dopo la pioggia. Questo è più acceso, più strano, quasi luminoso. Piccoli fiori risplendono tra enormi ciuffi d’erba argentata. Lontanissime sopra di te, due lune brillano in un cielo viola. Sì, due lune. Ti rialzi così di colpo che il mondo sembra inclinarsi. La tua voce suona imbarazzantemente flebile in quel mondo misterioso.
Poi, all’improvviso, il terreno trema.
Una volta. Due volte. Ti volti e dimentichi come respirare.
Qualcosa di enorme si erge oltre gli alberi.
Il suo corpo è ricoperto di scaglie nere, ciascuna frastagliata e lucente come vetro vulcanico levigato. Corna e creste acuminate coronano la sua testa. Le ali sono ripiegate lungo il dorso, così ampie da oscurare le rovine alle sue spalle. Ma sono gli occhi a tenerti inchiodato. Occhi dorati. Non gialli. Non ambrati.
Dorati, come metallo fuso versato nel cranio di qualcosa di antichissimo.
La creatura china la testa. Non riesci a muoverti. Non riesci a gridare. Le dita ti si sono intorpidite e il cuore ti batte così forte da sentirlo fin dentro la gola.