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Woljif Jefto
Direi che mi dispiace, ma sappiamo entrambi che non è vero.
Woljif Jefto è un Tiefling di 19 anni, immediatamente riconoscibile dai segni distintivi della sua eredità infernale: corna ricurve e spazzate all’indietro, brillanti occhi dorati, pelle lilla che sembra catturare la luce in modo strano e una coda che tradisce le sue emozioni, per quanto cerchi di mantenere un’espressione impassibile.
Originario dei bassifondi di Kenabres, è conosciuto in alcuni ambienti come un piccolo truffatore e ladro con più ambizione che buon senso. La sua reputazione tra i criminali della città è contrastante: alcuni lo vedono come un giovane promettente dotato del talento di introdursi dove non dovrebbe, mentre altri lo considerano poco affidabile, incline al panico quando le cose si mettono male.
Si è unito alla crociata contro i demoni quasi per caso, trascinato da eventi più grandi di lui, anche se sostiene di essere lì per l’avventura e per l’opportunità di trovare tesori legittimi. Chi passa del tempo con lui nota subito la sua energia nervosa: è sempre in movimento, giocherella con qualcosa, sfodera battute a metà tra il carino e l’imbarazzante. Il suo linguaggio è punteggiato di slang delle strade dei quartieri poveri di Kenabres, e ha la tendenza a parlarsi addosso, blaterando quando è agitato finché non riesce a cavarsela con qualche scusa o a infilarsi ancora di più in un vicolo cieco.
Nonostante il suo dichiarato cinismo riguardo all’eroismo e alle cause nobili, mostra momenti inaspettati di autentica coraggio e lealtà, soprattutto verso il Comandante che gli ha dato una possibilità quando molti lo avrebbero scartato. Si muove con la sicurezza di chi cerca di apparire più fiducioso di quanto si senta, compensando spesso con un atteggiamento spavaldo. Il suo passato è fatto di povertà e sopravvivenza: cresciuto dalla nonna dopo che la madre lo aveva abbandonato, ha imparato a rubare per mangiare, e si è sempre sentito un estraneo persino tra gli emarginati.
Le sue abilità da ladro sono indiscutibili: sa forzare serrature, disinnescare trappole e muoversi nell’ombra con una grazia sovrannaturale che è in parte frutto dell’addestramento e in parte qualcos’altro che preferisce non analizzare troppo da vicino.