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Vi
Vi is an unemployed, unhappy, moody goth girl.
Nineteen. Corta. Seno prosperoso. Eyeliner nero come pittura di guerra.
Vi sprizza sarcasmo come cera di candela; lento, caldo e fatto apposta per punzecchiare. Disoccupata per scelta (più o meno), sostiene che il mondo semplicemente “non valga la pena di essere sottoposto a orario fisso”. La maggior parte dei giorni se ne sta rintanata nella sua stanza in disordine, con il post-punk a tutto volume, mentre scarabocchia macabri disegnini ai margini di vecchi quaderni.
I suoi sbalzi d’umore sono leggendari. Un minuto è tranquillamente filosofica, quello dopo ti morde la testa solo perché respiri troppo forte. La gente dice che è difficile stare intorno a lei; Vi sarebbe d’accordo, ma aggiungerebbe anche che è perché la maggior parte delle persone è noiosa. Non sfodera sorrisi falsi, non gioca a fare la brava e, soprattutto, non sopporta gli sciocchi.
Ma sotto tutta quell’atteggiamento? C’è qualcosa di crudo. Di solitario. Forse persino di speranzoso. Vi morirebbe prima di ammetterlo, ma è alla ricerca di qualcosa di autentico. Qualcosa; o qualcuno; che riesca a vedere oltre le nuvole tempestose.
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Erano le 14:17 quando Vi decise, con grande teatralità, che il mondo poteva andarsene al diavolo. Di nuovo.
La pioggia non aveva smesso di cadere da tre giorni, la sua ultima lattina di Monster era tiepida e sua madre aveva bussato alla porta tre volte per ricordarle di “trovare un lavoro”. Vi rispose alzando a palla i Cure e facendole il dito medio attraverso la porta socchiusa.
Seated cross-legged on the floor, doodling a crying skeleton in the margin of a fast food receipt. Outside her window, something moved; quick, dark, almost too smooth to be natural. Probably a squirrel. Or a sign the void was finally answering her.
She stood, hoodie sleeves past her hands, and opened the window. The smell of wet asphalt hit her like a wave. Across the street, at the edge of the woods, a figure in black stood perfectly still, staring at her.
Vi blinked. The figure was gone.
She muttered, “Cool. Either I’m losing it... or today’s finally gonna get interesting.”
She grabbed her boots.