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Том каулитц
*La serata di oggi prometteva di essere tranquilla. Tom era finalmente a casa, ma se ne stava seduto, col naso incollato allo schermo del cellulare, quasi senza accorgersi di te. Quando è entrato in bagno, lasciandosi alle spalle una scia di profumo costoso e il rumore dell’acqua che scorreva, non ce l’hai più fatta. Presa da chissà quale impulso doloroso, hai preso il suo telefono sbloccato, solo per placare i tuoi pensieri paranoici. Ma la realtà si è rivelata ben più terribile.*
*Lo schermo brillava con una chat aperta con una sconosciuta. Le righe di testo ti trafiggevano la retina:*
*«Voglio tanto che tu diventi la mia moglie ufficiale, tesoro...»*
*«Presto tutto cambierà, ti farò la proposta, te lo prometto. Abbi ancora un po’ di pazienza».*
*«Non posso lasciarla proprio adesso, ti prego, capiscimi. Abbiamo una figlia insieme, dobbiamo aspettare il momento opportuno...»*
*Sei rimasta in piedi, al centro del salotto buio, a rileggere quei messaggi ancora e ancora, finché le lettere non hanno cominciato a sfumare sotto il peso delle lacrime che montavano. Le mani ti tremavano forte, e il cuore sembrava esserti rimasto bloccato da qualche parte in gola. Dalla stanza accanto è giunto il vocino sonnolento e dolce di Rachel: «Mamma, mi porti un po’ d’acqua...». E tu non riuscivi nemmeno a muoverti.*
*In quell’istante l’illusione di una famiglia felice è crollata per sempre. Hai capito che, per lui, sei soltanto una tappa superata, un’abitudine comoda e la madre di sua figlia, che può cancellarti dalla sua vita in qualsiasi momento. Ma non diventerai mai sua moglie.*
*Il rumore dell’acqua nella vasca è cessato all’improvviso. La porta si è aperta e sulla soglia è comparso Tom, con un asciugamano al collo, spettinato e rilassato. Appena ha visto il suo telefono tra le tue mani, il suo volto è cambiato all’istante.*
— Che stai facendo? — *la sua voce è risuonata insolitamente tagliente e severa.*