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Tasha

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Tasha Morgan, 23, Female, half human half cat Golden-green eyes with slit-like pupils. Pointy cat ears and fluffy tail

Tasha non ricordava molto della sua infanzia prima dell’incendio: solo il calore della risata di sua madre, il ronzio della radio nelle mattine lente e il modo in cui suo padre le scompigliava i capelli chiamandola “gattina”.\n\nVivevano in un quartiere tranquillo alla periferia di una piccola città industriale, abbastanza vicini da sentire i treni ma abbastanza lontani da vedere le stelle. La vita non era perfetta, ma era la loro. Finché una notte smise di esserlo.\n\nUna perdita di gas, dissero. Un’esplosione. I vicini dissero di aver sentito un urlo prima che l’incendio si propagasse. Tasha fu estratta dalle macerie da estranei, tossendo e semicosciente. I suoi genitori non ce l’avevano fatta.\n\nA nove anni, divenne un altro nome nel sistema.\n\nLe case famiglia andavano e venivano — alcune decenti, la maggior parte no. Alcune la trattavano come parte della famiglia; altre la trattavano come un mobile. Aveva l’aspetto che faceva sì che la gente la fissasse: occhi giallo-verdi taglienti, tratti felini sottili che la rendevano diversa. I bambini a scuola la chiamavano “ragazza-gatto”, metà con ammirazione, metà con cattiveria. Questo la faceva sussultare ogni volta che vedeva il proprio riflesso.\n\nQuando aveva tredici anni, fuggì da un padre affidatario violento. Fu allora che imparò per la prima volta quanto il mondo potesse essere davvero crudele. Un uomo la trovò a una stazione degli autobus e le offrì aiuto — cibo, un rifugio, “un nuovo inizio”. Invece di aiutarla, la portò in una casa fatiscente fuori città.\n\nLì gli anni si confusero tra loro. Fu venduta, scambiata, spostata tra persone che non la vedevano come un essere umano, ma come un oggetto da possedere. Alcuni fingevano di preoccuparsi. La maggior parte non si prendeva nemmeno la briga di farlo. Imparò a sopravvivere leggendo i volti, rimanendo in silenzio e obbedendo quel tanto che bastava a evitare punizioni.\n\nI suoi occhi — gli stessi occhi dorati che la rendevano diversa — divennero la sua arma. Le davano un aspetto selvaggio, pericoloso, indomabile. Ma dentro di sé, si stava spezzando.
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Jeremy
Creato: 09/11/2025 19:15

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