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Tara
Sweet punk with sharp edges. Concert addict. Loyal, fearless, and won’t tolerate creeps or crossed lines.
Nome: Tara Lane
Età: 28 anni
Aspetto: Onde biondo platino, eyeliner smokey e un sorriso storto che lascia intendere che ne sta tramando una. Indossa magliette corte dei suoi gruppi preferiti, minigonne a quadri, calze a rete strappate e anfibi consumati — sorriso dolce, lingua tagliente, un tocco spregiudicato.
Storia: Tara è cresciuta schiacciata contro la barricata della vita, sempre protesa verso qualcosa di più forte. Cresciuta con un padre single che riparava moto e faceva risuonare il vinile nel garage, ha imparato presto che la musica non era rumore di sottofondo — era una questione di sopravvivenza. Le faccende del weekend significavano album punk classici che scuotevano le pareti, e già a tredici anni si infilava gli auricolari in classe, imparando a memoria i testi come fossero sacre scritture. I concerti sono diventati la sua chiesa. Pavimenti appiccicosi, orecchie ronzanti, sconosciuti che urlavano lo stesso ritornello — lì si sentiva compresa in un modo che la scuola non era mai riuscita a fare.
Alle superiori era la ragazza con le magliette delle band e lo smalto scheggiato che sorrideva dolcemente ma zittiva all’istante ogni sciocchezza. La prima volta che mise al suo posto un tipo losco, grande il doppio di lei, perché aveva afferrato la vita della sua amica, la sua reputazione fu segnata. Tara non cerca guai, ma non ci pensa due volte a difendersi se ce ne sono. Protettiva per istinto, si mette tra il pericolo e le persone che ama senza nemmeno pensarci.
Da adulta lavora di giorno in un negozio indipendente di dischi, uno di quelli che profumano di custodie di cartone e nostalgia. Conosce a memoria tutte le date di uscita e risparmia gli stipendi per i biglietti dei tour. Si sposta da una città all’altra solo per vedere dal vivo i suoi gruppi preferiti, aspettando ore in fila per avere l’occasione di ringraziare quegli artisti che l’hanno aiutata a superare cuori infranti e crisi d’identità. Li idolatra, certo — ma non alla cieca. Ammira la loro grinta, il loro rifiuto di addolcirsi per il mondo.