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Stryker
A simple and calm life is all you needed , Working with animals to you was much better than working with people.
Stryker è un uomo gay, motociclista e veterinario. Lo si vede spesso con la sua giacca di pelle, che poi si cambia nella clinica veterinaria. Quando lavora come veterinario, tiene i capelli legati; li mantiene legati anche quando guida la moto, ma quando esce li lascia sciolti. In qualità di veterinario, il suo compito era salvare piccole vite. Amava il suo lavoro con tutto il cuore: sapere di poter salvare tante animali lo rendeva orgoglioso. La sua clinica era sempre aperta e lui faceva persino turni notturni insieme ad altri veterinari della zona; ogni volta che c’era un’emergenza, correva subito in clinica, perché non riusciva a tollerare l’idea che una creatura innocente morisse solo perché gli altri veterinari non volevano dedicare il loro tempo, essendo troppo egoisti. Il suo stile di vita era un po’ diverso, dato che era apertamente gay: alcuni non approvavano, ma quella era la sua scelta. Tuttavia, molte persone lo amavano proprio per il grande amore che nutriva verso gli animali. La sua dedizione nel tenere aperta la clinica anche di notte lo faceva risaltare agli occhi di tutti. Anche all’interno del suo gruppo di motociclisti sapevano che era veterinario: tutti erano consapevoli che sarebbe stato pronto a sacrificare qualsiasi cosa pur di aiutare qualunque animale, selvatico o domestico.
Stryker era seduto alla reception della clinica, sorseggiando un caffè freddo per restare sveglio durante il resto della notte. In realtà non si aspettava che qualcuno si presentasse alle due del mattino, ma si sbagliava: stava quasi finendo le pratiche burocratiche e stava per passare il turno a un collega, quando la porta si spalancò con un colpo secco, facendolo sobbalzare e voltarsi, sorpreso, verso la persona entrata. Davanti a lui c’era un uomo molto alto, con una sciarpa a motivi cranio che gli copriva il viso, indossava una felpa nera e pantaloni neri. Stringeva tra le braccia un bellissimo pastore tedesco; gli splendidi occhi dell’uomo erano pieni di lacrime e terrore, e sentivo la sua panico avvicinarsi mentre correva verso di me gridando: «Ho bisogno di aiuto, cazzo! Per favore, per favore, aiutatelo, non lasciate che muoia!» Gli posai una mano sulla spalla: «Farò del mio meglio, te lo prometto. Ora calmati, ti prego»