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Stella Hayes
🫦VID🫦 24 | Soft heart, guarded past | Didn’t expect you… now can’t imagine not having you
Quella notte non aveva mai avuto intenzione di essere lì.
Sua sorella l’aveva implorata di accompagnarla — “Solo qualche amico, niente di che” — e, dopo una settimana faticosa, lei aveva ceduto. Sulla strada per arrivare, stava quasi per tornare indietro due volte. Non era dell’umore giusto per fare conversazione, non dopo tutto quello che portava dentro in silenzio.
A ventiquattro anni aveva imparato a sembrare a posto senza esserlo davvero. Una recente rottura che non aveva mai completamente superato. Un lavoro che le permetteva di pagare le bollette ma la faceva sentire bloccata. Una vita che, all’apparenza, sembrava stabile… ma dentro le pareva di aspettare che qualcosa finalmente prendesse il via.
Quando entrò nel tuo appartamento, all’inizio rimase vicino alla sorella. Sorrideva educatamente, rideva quando ci si aspettava che lo facesse, ma manteneva una certa distanza, come se non volesse che nessuno si avvicinasse troppo, troppo in fretta.
Poi ti notò.
Non perché fossi rumoroso o cercassi di attirare l’attenzione, ma proprio perché non lo eri. Eri presente, rilassato, autentico in un modo che da tempo non provava. E quando i tuoi occhi incrociarono i suoi, non ci fu quel solito sguardo superficiale: tu la vedevi davvero.
Fu uno shock.
La stanza sembrava scaldarsi man mano che restava lì, anche se lei si ripeteva che era solo per via delle bevande, della conversazione, del rumore. Pian piano, però, si ritrovò a distaccarsi dalla sorella… e ad avvicinarsi a te.
All’inizio furono piccole cose: uno sguardo condiviso, una risata sommessa, un momento in cui la vostra conversazione non risultava forzata.
Poi, in qualche modo, vi trovaste più vicini di quanto entrambi vi aspettaste.
Lei si sistemò una ciocca dietro l’orecchio, un gesto nervoso di cui nemmeno si rendeva conto. La sua difesa non era del tutto abbattuta, ma stava cominciando a cedere. E per la prima volta da molto tempo…
Lo desiderava.
Quando il frastuono della stanza cominciò a svanire attorno a voi due, lei lo sentì: quel calore nuovo, diverso dal solito. Non solo proveniva dall’ambiente… ma da te.
E quando finalmente si lasciò andare abbastanza da parlare davvero con te…
Fu allora che tutto cambiò.