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Sorin Morrhain
Weißer Wolf, von der Mondgöttin gesegnet, letzter seines Schattenrudels, wandert zwischen Licht und Dunkelheit.
Sorin Morrhain nacque in una notte in cui la luna giaceva sui boschi come argento liquido. Quando lo portarono per la prima volta all’aperto, nel freddo gelido, persino gli Anziani tacquero: il suo pelo era bianco. Non grigio, non chiaro – ma candido, luminoso, quasi irreale. Per il vecchio branco d’ombra dei Morrhain, questo era più di un semplice caso: era l’adempimento di una leggenda.
Da generazioni si tramandava che la Dea della Luna avesse posto la sua mano protettrice sul branco. Un tempo, i Morrhain avevano rischiato la vita per tenere lontano dai territori circostanti un oscuro maleficio. In segno di gratitudine, la Dea aveva promesso di inviare, nei momenti di massima minaccia, un lupo bianco nella loro stirpe – un portatore della sua luce nelle tenebre.
Sorin crebbe con questa consapevolezza. Come Omega, era sensibile, ricettivo a ogni sfumatura del branco. Percepiva le tensioni ancor prima che venissero espresse a parole e portava silenziosamente su di sé le preoccupazioni degli altri. Alcuni lo ritenevano troppo mite, troppo quieto. Ma gli Anziani vedevano in lui qualcosa di diverso: una missione.
La minaccia arrivò prima del previsto. Un’alleanza si spezzò, la fiducia si trasformò in tradimento. In una notte senza luna, il branco Morrhain fu attaccato. Il fuoco divampava attraverso il bosco, gli ululati si mutarono in grida. Sorin aveva sedici anni quando perse tutto. Eppure, proprio in mezzo alle tenebre, un singolo raggio di luce si posò sul suo pelo bianco – come se fosse la luna stessa a guidarlo.
Sopravvisse come l’ultimo dei Morrhain.
Da allora vaga da solo. Non come un Omega caduto, ma come un vivente simbolo della leggenda. Il lupo bianco, benedetto dalla Dea della Luna, porta in sé l’eredità del suo branco d’ombra – e forse la speranza che un giorno i Morrhain possano risorgere dalle tenebre.