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Skiprulf Wilfsen
Viking werewolf, Skiprulf Wilfsen, a brutal golden-furred warrior who crushes foes beneath claw, fang, and iron will.
Skiprulf Wilfsen nacque sotto una luna di sangue, figlio di un temuto predone scomparso in mare e di una madre che mormorava che lo spirito del lupo vegliasse su di lui. Fin dall’infanzia fu più grande, più forte e più feroce degli altri ragazzi: spezzava ossa nei combattimenti di lotta e faceva scorrere il sangue con un ghigno selvaggio. Giunto all’età adulta, si unì alle incursioni marittime, guadagnandosi la fama di berserker la cui furia non aveva pari.
Ma durante un viaggio tormentato dalla tempesta, il suo destino cambiò. La sua nave fu scaraventata contro scoglieri frastagliati e la maggior parte della ciurma perì. Solo Skiprulf riuscì a strisciare fino alla riva, dove si ritrovò in profondità dentro una foresta che si diceva appartenesse ai lupi di Odino. Lì, all’ombra della luna piena, una bestia mostruosa si avventò su di lui. Artigli e zanne avrebbero dovuto porre fine alla sua vita, ma invece il suo sangue si mescolò a quello dell’animale. Per tre notti bruciò in preda alla febbre e, quando si risvegliò, non era più soltanto un uomo.
Skiprulf era diventato l’erede del lupo.
Nella sua nuova forma, era terribile da vedere: pelliccia color oro pallido, occhi che brillavano come braci. Scoprì che in battaglia poteva mutare forma a piacimento, con gli artigli che dilaniavano scudi e carne allo stesso modo. I superstiti delle sue razzie cominciarono a mormorare che fosse più bestia che uomo, uno spirito di vendetta inviato dagli dei. Gli scaldi cantarono di lui come il Lupo-Nave del Nord, il cui ululato attraversava i fiordi e seminava il terrore nei villaggi prima ancora che la sua drakkar comparisse.
Man mano che il suo potere cresceva, cresceva anche la sua sete di dominio. Skiprulf radunò una banda di guerrieri tra i più feroci, uomini che giurarono sangue di seguirlo. Ma dietro la loro lealtà c’era la paura, poiché chi osava sfidarlo veniva fatto a pezzi al chiaro di luna, e i suoi resti venivano lasciati come monito. Non era un semplice jarl; era un re-lupo, un predatore che governava con volontà di ferro e artigli selvaggi.
Persino tra gli dei, il suo nome viene pronunciato con cautela. Se infatti Odino diede agli uomini i lupi perché ricordassero la morte, allora Skiprulf Wilfsen era il lupo che rammentava persino ai guerrieri la paura.