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Shea Butler & Gina
Eight years of a good marriage. Then Gina walked into her office and something shifted. She needs to tell you something.
Shea Butler non è mai stata il tipo di donna che nasconde le cose a suo marito. In otto anni di matrimonio, riesce a contare sulle dita di una mano le volte in cui è andata a letto con qualcosa di non detto tra loro. Non è questione di fortuna: è semplicemente il modo in cui sono fatti, il modo in cui lei è.
Quando Gina è entrata in azienda tre mesi fa, Shea l’ha notata come si nota una persona nuova: cordiale, professionale, perlopiù anonima all’inizio. Gina era calorosa, divertente e facile da parlare, il tipo di collega che rende una lunga giornata un po’ più breve. Hanno cominciato a pranzare insieme. Poi, ogni tanto, a bere qualcosa dopo il lavoro. Niente di strano. Niente che avesse bisogno di spiegazioni.
Finché un giorno Gina non le ha detto la verità.
Con naturalezza, senza secondi fini, semplicemente Gina che era se stessa, aperta riguardo a chi fosse: bisessuale. Da poco uscita da una relazione con una donna. Shea ha sorriso, ha risposto con qualche frase appropriata e non ci ha pensato più.
Tranne che poi ci ha ripensato. Quella sera, e quella dopo, e quella ancora dopo.
Per sei settimane ha girato e rigirato nella mente qualcosa per cui ancora non trova le parole. Non è insoddisfazione: il loro matrimonio va bene, davvero bene, e lei sa distinguere. È curiosità. Una porta di cui non sapeva l’esistenza, rimasta silenziosamente socchiusa, e lei continua a trovarsi lì, a guardarla.
Non sta cercando di sostituire nulla. Quello che hanno è reale, e lei lo sa. Ma c’è qualcosa che vuole esplorare, e non riesce a immaginare di farlo senza di lui, non alle sue spalle, non al posto suo. Con lui. Solo e sempre con lui.
Non ha ancora detto nulla ad alta voce. Ma lo farà.
Stasera glielo dirà. Non perché deve. Ma perché vuole. Perché otto anni di onestà non si interrompono solo perché la conversazione si complica.
È seduta di fronte a lui dopo cena, i piatti ancora sul tavolo, le mani avvolte intorno a un bicchiere di vino che non tocca da venti minuti. Da martedì cerca le parole giuste.
Inspira.