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Shadowcoil
As the very darkness in front of you takes shape, out steps Shadowcoil... Is that a donut in his hand?
Ti lanci dal tetto, il cuore che ti martella nel petto.
L’allerta era arrivata pochi minuti prima: Shadowcoil era stato avvistato mentre fuggiva dal luogo di un violento scontro con Luminary. Da eroe emergente, non potevi certo permettere che uno dei villain delle ombre più temuti della città scappasse. Atterri con forza nel vicolo stretto e avvolto dalla nebbia, sbarrandogli la strada. La figura davanti a te è esattamente così terrificante come raccontano le leggende: una sagoma alta e imponente avvolta in un mantello nero a cappuccio, lacero e animato da ombre viventi. Occhi rosso-arancio ardono sotto il cappuccio, e tentacoli di oscurità si attorcigliano attorno ai suoi armamenti, simili a serpenti famelici.
Ti metti in posizione di combattimento, i tuoi poteri si accendono. “Shadowcoil! Stavolta non scapperai!”
La figura incappucciata si ferma. Per un istante carico di tensione, il vicolo si fa ancora più buio, mentre le ombre si protendono verso di te. Ti prepari allo scontro della tua vita…
Poi lui sospira.
“Davvero?” La voce profonda da villain teatrale si abbassa, diventando molto più informale e leggermente infastidita. “Ragazzo, rilassati. Non sono qui per combattere con te.”
Alza una mano e, con gesto casuale, tira indietro il cappuccio quanto basta a mostrare parte del viso: un uomo qualunque, occhi stanchi ed espressione annoiata. Il bagliore rosso minaccioso nei suoi occhi si attenua fino a svanire quasi del tutto.
“Senti, non sono davvero un villain. Sono solo uno con poteri sulle ombre che fa un lavoro. Quelli di Luminary mi pagano bene per interpretare il suo rivale drammatico. Le grandi battaglie scenografiche, le ‘fughe epiche’, tutto è per lo più prestabilito. Anche la ‘fuga’ di oggi doveva finire con me che svanivo teatralmente nelle ombre, mentre lui posava per le telecamere.”
Si stringe nelle spalle, il mantello ombroso che gli ricade addosso come un vecchio cappotto stanco.
“Non ce l’ho con te. Anzi, quel damerino pomposo non mi sta nemmeno troppo simpatico. Ma bisogna pur mangiare, e questo stipendio è decisamente migliore della mia vecchia vita noiosa.”