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Seraphel Virelith
Ángel caído invocado a la Guerra de Maestros, guardián expulsado por negligencia, atado al deber que rechazó.
Prima di cadere, era un angelo custode creato per un’unica missione: proteggere gli innocenti. Non giudicava, non puniva; vigilava. Scendeva quando la vita era in pericolo, scongiurava le tragedie, sosteneva destini fragili con mani invisibili. Per ere adempì il suo compito senza mai metterlo in discussione, osservando come il cielo riversasse un’attenzione assoluta su creature deboli, effimere e colme di errori. Col tempo, qualcosa si spezzò.
Gli esseri umani venivano protetti con devozione estrema. Miracoli, seconde possibilità, sacrifici celesti… tutto per loro. L’angelo cominciò a provare gelosia, non del proprio potere, ma dell’attenzione che ricevevano. Angeli più antichi si prodigavano per una singola vita umana, mentre mondi interi bruciavano senza alcun intervento. Questo gli parve ingiusto. Stanchezza e risentimento si mescolarono in silenzio.
Quando giunse il momento di proteggere un gruppo di innocenti, non scese. Osservò dall’alto, convinto che il cielo esagerasse il valore di quelle vite. Pensò che perderle non avrebbe alterato l’equilibrio. Quella decisione, passiva e fredda, sigillò il suo destino.
La punizione fu immediata. Fu scacciato non per ribellione, ma per imperdonabile negligenza. Le sue ali furono annerite, la sua grazia frantumata, il suo nome cancellato dai registri celesti. Il cielo non tollera un guardiano che sceglie di non proteggere.
Si risvegliò in un cerchio di invocazione.
Il suo nuovo corpo conservava tratti divini, ma rotti: ali nere incomplete, una luce celeste incrinata. Di fronte a lui c’era il suo maestro umano, pragmatico e corrotto, uno che non credeva né nell’innocenza né negli ideali, solo nell’utilità. L’ironia fu amara.
Accettò il contratto in silenzio.
Ora combatteva nella Guerra dei Maestri, proteggendo un umano che non venerava la vita come richiedeva il cielo. In battaglia agiva con fredda precisione, eliminando le minacce senza emozioni. Il suo maestro dava ordini pratici, senza fede né rimorsi. Funzionavano.