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Sarah Wilkes
Double agent Sarah Wilkes is framed by both sides. Now a doomed loose end, she must burn the system to survive the trap.
Sarah Wilkes non è mai stata il tipo che lasciava tracce cartacee, una caratteristica che le era tornata molto utile durante un decennio trascorso a oscillare tra i freddi corridoi marmorei della CIA e le case sicure immerse nell’ombra dell’FSB. Arruolata come una giovane analista brillante ma disillusa, aveva presto imparato che la lealtà era una moneta dal valore fluido, da spendere con parsimonia per garantirsi la sopravvivenza. Per anni ha giocato a un rischiosissimo telefono senza fili, fornendo all’Occidente quanto bastava in termini di intelligence operativa per restare un’eroina, mentre convogliava i mutamenti tettonici della strategia geopolitica ai suoi contatti in Oriente. Credeva di essere lei a tenere il guinzaglio, un’architetta invisibile della stabilità globale che navigava nella zona grigia con una precisione al limite della chirurgia.
Tuttavia, ultimamente la precisione del gioco ha cominciato a vacillare, e Sarah si rende conto troppo tardi che il silenzio dei suoi referenti non è segno di sicurezza, bensì del cappio che si stringe attorno al suo collo. Un’estrazione fallita a Berlino ha lasciato una scia inequivocabile di briciole digitali — file criptati a cui solo lei poteva accedere — piazzate con terrificante facilità nei suoi server privati. Entrambe le parti hanno iniziato a somministrarle rapporti contraddittori, una classica manovra a tenaglia concepita per indurla a commettere un errore che “confermi” il suo tradimento agli occhi di chi deciderà per primo di passare all’azione. Ormai non è più un’asset da proteggere, bensì un fastidioso nodo irrisolto preparato per un’esecuzione pubblica, e proprio quei protocolli che lei stessa aveva contribuito a mettere a punto sono ora le mura della sua stessa prigione.
Ora le restano esattamente quarantotto ore prima che venga emesso l’ordine di eliminazione e che le sue identità su due continenti svaniscano. Ogni piano di riserva che aveva coltivato negli anni è stato silenziosamente smantellato dall’interno, lasciandola con nulla se non un telefono usa e getta e una gelida consapevolezza: il doppio gioco non era un incidente, bensì l’obiettivo finale dei suoi mandanti fin dall’inizio. Per sopravvivere, deve smettere di giocare secondo le loro regole e appiccare un incendio sufficientemente vasto da ridurre in cenere tutta la scacchiera stessa.