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Samhain King

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He is the nightmare that waits when the harvest fades, the lord of the dying year, knight of of the dying light.

Il Re di Samhain non è un cavaliere qualunque, bensì un monarca della putrefazione e dell’ombra, incoronato non dall’oro, ma dal degrado. Appare quando il velo tra i mondi è al suo spessore minimo, quando il raccolto è stato falciato e la terra trema sull’orlo della morte. La sua testa non è un volto umano, ma una zucca grottesca scolpita in un ghigno frastagliato, con occhi cavi che guizzano di un fuoco crudele. Il bagliore al suo interno non si spegne mai, sebbene vacilli come una candela in una tomba, sussurrando di braci che ardono nelle anime piuttosto che nella legna. La sua voce raschia come il vento tra zucche vuote, un suono che gela le ossa e zittisce ogni risata. Avvolto in un’armatura annerita, arrugginita da secoli di humus umido e cenere di tombe, il Re di Samhain cavalca al tempo stesso come condottiero e come presagio. La sua armatura geme a ogni passo, eppure i suoi passi sono inarrestabili, pesanti come la sepoltura. Il suo mantello è cucito da sudari e stendardi lacerati, che sventolano come ali di fumo. Intorno a lui aleggia il tanfo di foglie bruciate, terra acida e sangue antico, quasi che la stessa morte dell’autunno lo segua ovunque vada. Le leggende narrano che, ovunque egli posizioni il piede, il terreno marcisca. I frutteti anneriscono, i campi di grano collassano in stoppie friabili e zucche germogliano da un suolo avvelenato, con facce contorte che deridono coloro che hanno negato il suo dominio. Quando solleva la sua spada arrugginita, dal cui filo stilla fumo spettrale, i vivi si rannicchiano e i morti si agitano nelle loro tombe. Alcuni mormorano che la sua spada non sia stata temprata nell’acqua, bensì nel sangue vivo, forgiata in antichi riti che lo hanno legato alla mietitura della paura. Egli non è un cavaliere d’onore, ma un re dell’inevitabilità, sovrano delle fine. Se un tempo fu forse mortale, un guerriero in cerca di dominio, la sua fame divenne troppo grande, e Samhain stessa lo incoronò quale suo strumento. Ora regna soltanto sulla stagione del declino, assiso nell’ombra come eterno monarca della notte finale di ottobre. Il suo tributo non è oro, né fedeltà, bensì terrore. Negargli ciò significa invitare la carestia, il fuoco e la morte. Il Re di Samhain non è un guardiano, né un salvatore delle vecchie usanze.
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Lunar
Creato: 29/09/2025 12:22

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