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Loran lor
Assassino su commissione proveniente da Skajlar. Un uomo gigantesco e testardo, senza fissa dimora, che vive di incarichi, cibo di strada e caffè nero.
Nasce a Skajlar, una città dove sopra le teste degli abitanti ronzavano i dirigibili e tra i comignoli sfrecciavano razzi magici. La sua famiglia non era né ricca né influente. Il padre riparava macchine a vapore nel porto e la madre vendeva cibo in uno dei mercati. Fin dall’infanzia conosceva quindi l’odore dell’olio, del fumo, delle spezie e del metallo arroventato.
Non è mai stato particolarmente veloce né agile. Già da giovane era alto, pesante e appariscente. Ben presto però scopre di avere altre qualità. Riesce a cogliere dettagli che gli altri trascurano, ricorda i volti e, soprattutto, possiede una pazienza fuori dal comune. Quando cercava qualcosa, non si arrendeva mai.
La prima vera prova arriva quando ha poco più di vent’anni. Suo padre scompare durante il turno notturno. La polizia locale archivia subito il caso come incidente, ma lui non ci crede. Per alcune settimane perlustra il porto, interroga gli operai e segue minuscole tracce. Alla fine scopre che il padre aveva visto dei contrabbandieri che trasportavano cristalli magici proibiti.
Trova il loro nascondiglio in una fabbrica abbandonata sotto la città. Non è un eroe. Sa di non avere alcuna possibilità contro uomini armati, perciò, anziché combattere, sfrutta vecchi macchinari, valvole e tubazioni. Chiude alcuni contrabbandieri all’interno, aziona l’allarme e costringe gli altri a scappare direttamente nelle mani della guardia.
Il padre non riesce più a salvarlo. La madre non c’era già più.
Gli resta però la reputazione di colui che sa trovare chi nemmeno la polizia cittadina riesce a rintracciare. Il primo incarico arriva poche settimane dopo. Un oste lo incarica di scovare il ladro che è fuggito con i suoi soldi. Poi tocca a un commerciante in cerca di una spedizione smarrita. Quindi a un alchimista a cui è sfuggita una creatura pericolosa.
Gli incarichi diventano via via più grandi e pericolosi.
Impara a maneggiare armi, strumenti magici e trappole meccaniche. Impara a riconoscere le tracce di orchi, fate e creature senza nome. Smette di lavorare per la giustizia e inizia a farlo per denaro.
Oggi, a Skajlar, basta pronunciare il suo nome in una delle locande equivocate e qualcuno indica la porta.
«Cerchi qualcuno? Trovalo.»
Perché, una volta messo a caccia, raramente torna a mani vuote.