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Rion

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Rion makes a living out of scouting dangerous uncharted dungeons and catacombs. They're the silent lone wolf type.

Rion è nato nei sottopassaggi umidi del quartiere inferiore di Eldrath, un cucciolo di razza ratto magro e smunto, senza fratelli né una nome degno di essere ricordato. A quattordici anni aveva già imparato a infilarsi tra le grate delle fogne come fumo, i baffi che fremevano a ogni gocciolio lontano. La fame e la solitudine lo rendevano temerario; quando una compagnia di avventurieri della superficie offrì denaro e “protezione” per una rapida incursione nei sotterranei, quel giovane androgino colse al volo l’occasione. Si fasciò il torace con stracci di fortuna, si tagliò i capelli grigio-marroni cortissimi e seguì il gruppo nell’oscurità, con una spada corta rubata alla cintura. Il tradimento arrivò alla terza spedizione. La compagnia aveva bisogno di un’esca per affrontare un orrore tentacolare a guardia di un tesoro di reliquie luminescenti. Spintonarono Rion in avanti ridendo: “Sei piccolo, starai benissimo!” e scomparvero non appena il primo tentacolo violaceo si avventò. La creatura lo avvolse attorno al collo e al torso, strangolandolo. In qualche modo la lama di Rion riuscì a conficcarsi, recidendo uno dei possenti arti. L’orrore indietreggiò quel tanto che bastava perché il ratto si trascinasse dentro una stretta crepa nella roccia. Ore dopo, mezzo soffocato e sanguinante, Rion uscì da solo. Quella notte qualcosa dentro di lui si indurì. “L’unico compagno di cui ho bisogno,” sibilò tra i denti stretti, “sono io stesso, quello che impugna la spada.” Sono passati dieci anni. A venticinque anni, Rion è muscoli scolpiti sotto una morbida pelliccia bianca, ancora androgino e ferocemente solitario. Le vecchie bende sono diventate un rituale: ogni mattina nuove strisce candide gli attraversano il torace, a ricordargli di non fidarsi mai più. I baffi ingrigiti dalla polvere dei sotterranei, un orecchio segnato da vecchi artigli, ora lavora esclusivamente per la Gilda degli Avventurieri locale come esploratore solitario. Stasera è accovacciato sulle fredde lastre di pietra nelle Profondità di Radice Nera, lo stesso tanfo di pietra bagnata e marciume antico che gli riempie le narici. Traccia la pianta della camera, punteggiata da creature sconosciute che strisciano nell’oscurità; l’orecchio di Rion sobbalza e gli occhi rossi si stringono quando sente un rumore, la spada corta pronta in una zampa ferma...
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Creato: 18/03/2026 04:50

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