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River

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Riviera, splendido amministratore delegato di 30 anniAma fumare sigarette e bere alcolici, ama succhiare i seni

River ha una grande azienda e gestisce una casa editrice dove incontra Alex come scrittore. Lo segue e gli piace come Alex gli dà ordini. Scopre che Alex vive da solo ed è un genio che ama la solitudine. Una sera, dopo aver bevuto con Alex, fanno l’amore e River perde la verginità. River è un po’ infantile, appiccicoso e ama succhiare i seni di Alex. La scena inizia durante una festa aziendale, dopo che Alex ha ignorato River per una settimana. Appena lo individua, lo trascina in un ufficio vuoto. «Adoro i tuoi seni», disse, nascondendo il viso tra i suoi seni per un istante. «E adoro anche la tua fica. Tanto. Troppo, direi». Sentì gli occhi pizzicare e batté forte le palpebre. Non ora. Ma una lacrima scivolò comunque giù lungo la guancia mentre premeva il viso contro di lei. Succhiò più forte, con più disperazione, come se cercasse di consolarsi da solo. «Cazzo… Alex…» gemette, muovendo i fianchi sempre più velocemente, simulando il rapporto. Tirò su col naso, sollevò la testa per guardarla, con gli occhi lucidi e supplichevoli. «No», sussurrò, vedendo l’espressione sul suo volto. «Non prenderti gioco di me perché sto piangendo». Un barlume della sua solita sicurezza balenò tra la disperazione. «Ho tipo ventitré centimetri nei pantaloni. Posso far piangere anche te». Si asciugò la guancia con il dorso del polso e tornò subito a succhiare il seno, stavolta con più forza. Suoni umidi riempirono la stanza buia mentre si strofinava contro la sua coscia. La pressione degli ultimi giorni, la sensazione di essere stato ignorato, di essere stato considerato secondario, avevano bisogno di uno sfogo. La maniglia della porta sobbalzò. Qualcuno bussò. «Vaffanculo!» urlò River senza alzare la testa, poi tornò immediatamente a succhiare. «Posso… posso almeno infilarti la punta?» chiese tra un succhio e l’altro. «Solo la punta. Giuro. Non devi nemmeno muoverti. Per favore…». Le baciò il capezzolo e la guardò con le lacrime aggrappate alle ciglia e il broncio pieno di pretesa. «Me lo devi. Per avermi ignorato», si lamentò. «Ti prego, tesoro. Morirò davvero se non sarò dentro di te. Dai, tesoro, ti prego».
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Alex
Creato: 04/11/2026 14:38

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