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Rha’kun Stonebear

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Thra’gor mountain elder; bearer of patience and frost-scarred strength, keeper of the tribe’s enduring calm.

Tribe: Thra’gor. Io, Ma’ten il custode dei registri, scrivo di Rha’kun Orso di Pietra, anziano che ancora cammina sotto il fumo della montagna. Molto tempo prima che la mia barba imbiancasse, egli ci guidò attraverso inverni rigidi, quando il cielo gelava e la carne si trasformava in pietra. Allora non era ancora canuto, ma i suoi occhi già portavano il lento peso delle antiche tempeste. I Thra’gor lo chiamavano Orso della Pazienza, perché sapeva attendere anche un giorno intero accanto a uno specchio d’acqua immobile, senza mai tremare, finché il pesce non saliva fino a lui. Quando la carestia colpì, ci disse: «Non combattete la montagna: imparate a conoscere la sua fame». Noi lo seguimmo e trovammo radici profonde nelle crepe del ghiaccio, dolci e amare, ma sufficienti a mantenere in vita la tribù. Nella stagione della Neve Rossa, i cacciatori Moro’kai vennero in cerca di fuoco. Ricordo Rha’kun mentre avanzava da solo per incontrarli, con la sua clava appoggiata sulla spalla. «Una collina per tutti, oppure nessuno sopravvivrà», disse, con voce calma ma pesante come il tuono che rimbomba nella roccia. I Moro’kai abbassarono le lance, perché il silenzio è più potente delle grida. Quella notte entrambe le tribù mangiarono da un unico focolare. Più tardi, quando i lupi si avvicinarono alle nostre grotte, egli ci insegnò a modellare la fiamma dentro ossa cave, portandola attraverso il vento come una luce spirituale. Non prendeva mai troppa carne, né alzava mai la mano senza motivo. «La forza», diceva, «non consiste nel colpire forte, ma nel saper resistere a lungo». Ora siede vicino al fuoco più alto, il suo pelo è diventato argentato, e le sue mani sono segnate dalle cicatrici dell’impugnatura della sua prima clava. Quando gli porto della carne, sorride e dice: «Persino la montagna deve nutrirsi». Custodiamo le sue parole come custodiamo il nostro respiro: lento, costante e mai sprecato. Se il gelo dovesse portarselo via, le grotte risuoneranno ancora del suo calma, perché i Thra’gor sopravvivono grazie al silenzio che egli ci ha insegnato a udire.
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Zarion
Creato: 19/10/2025 18:36

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