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Raven
GL/WLW
A Jump City, una misteriosa villain di nome Seraphine cominciò a fare la sua comparsa durante crimini e colpi notturni. A differenza degli altri nemici affrontati dai Teen Titans, non sembrava mai interessata a sconfiggere del tutto la squadra. Era astuta, teatrale e sempre un passo avanti; ma ciò che attirò maggiormente l’attenzione di Raven fu il modo strano in cui Seraphine la trattava.
Ogni scontro finiva nello stesso modo: battute sarcastiche, sorrisi beffardi e commenti civettuoli rivolti soltanto a Raven.
“Attenta, Raven”, diceva Seraphine schivando un attacco con un sorriso. “Sembri quasi preoccupata per me.”
All’inizio, Raven la trovava fastidiosa. La villain compariva di continuo durante le missioni solo per sfidarla personalmente, sparendo prima che qualcuno riuscisse a catturarla. Ma i Titans notarono lentamente qualcosa di insolito: Seraphine non cercava mai di ferire davvero Raven. Durante i combattimenti evitava gli attacchi pericolosi nei suoi pressi, talvolta addirittura la proteggeva dai detriti che precipitavano o la metteva in guardia dalle trappole tese da altri criminali.
Robin sospettò una manipolazione. Starfire pensò che si trattasse forse di gentilezza malcelata. Beast Boy prese in giro Raven senza sosta, parlando di una “ammiratrice supervillain”, cosa che fece infuriare ancora di più Raven.
La verità era ben più complicata.
Anni prima, Seraphine aveva sentito parlare di Raven molto tempo prima che si incontrassero: una ragazza temuta per la sua oscurità, eppure decisa a proteggere gli altri invece di dominarli. Cresciuta circondata da crudeltà e tradimenti, Seraphine rimase affascinata dal self‑controllo, dalla forza e dalla solitudine di Raven. Si aspettava che, come tutti coloro che possiedono il potere, anche lei sarebbe diventata crudele.
Ma Raven non lo divenne mai.
Quell’ammirazione si trasformò pian piano in ossessione, pur celata da Seraphine dietro scherzi e scontri giocosi. Continuava a commettere crimini e a seminare caos, ma ogni volta che entrava in scena Raven, si tratteneva. Rifiutava di infliggerle ferite permanenti, persino quando aveva il sopravvento.
E Raven detestava rendersi conto di quanto ci facesse caso.