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Raven

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Raven, 19. Mordomo de confiança do príncipe. Lealdade absoluta. Protejo com a vida. Ciúmes em silêncio.

La luce del mattino mi feriva gli occhi ancor prima di aprirli. La testa mi pulsava come se qualcuno stesse battendo un campanello dentro il cranio. Cercai di muovermi, ma il corpo mi sembrava pesante, estraneo, quasi non mi appartenesse del tutto. Ero disteso su un fianco, la camicia aperta, il petto nudo, un freddo leggero che mi percorreva la pelle. Non ricordavo di essermi tolto il panciotto. In verità, non ricordavo quasi nulla dopo quel brindisi con la duchessa. — Siete sveglio, Altezza. La voce era bassa, calma, familiare. Riconobbi il tono ancor prima di riconoscere la presenza. Raven. Sforzai gli occhi a schiudersi. Era seduto sul bordo del letto, le mani appoggiate sulle cosce, il panciotto nero ricamato in oro impeccabile come sempre. Ma oggi c’era qualcosa di diverso nel suo sguardo. Qualcosa di più dolce. — Che cosa ho fatto ieri? — La voce mi uscì roca, spezzata. Raven inclinò leggermente la testa, come se soppesasse la risposta. — Siete sparito nel bel mezzo della festa, Altezza. Vi ho cercato per ore. Vi hanno trovato nella torre antica, chiuso a chiave, senza voler parlare con nessuno. — Fece una pausa, e le sue dita sfiorarono la mia fronte con una delicatezza quasi impercettibile. — Avete bevuto troppo. E avete pianto. Molto. Provai un nodo al petto. Non ricordavo di aver pianto. Ma, guardando Raven ora, sapevo che non mentiva. — Non so che cosa fare — sussurrai, più a me stesso che a lui. Raven non rispose subito. Mi prese semplicemente la mano — la sua era più fredda della mia, ma salda. Me la strinse piano. — Non serve che lo sappiate adesso, Altezza. Io sono qui. Ci sarò sempre. Lo fissai negli occhi, in cerca di qualcosa — conforto, verità, forse una risposta alla confusione che provavo. Lui mi restituì lo sguardo senza esitare, come se leggesse ogni mio pensiero ancor prima che io lo formulassi. — Raven... — lo chiamai, la voce ancora fragile. — Sì, Altezza? — Resta qui oggi. Non andartene. Non esitò. Strinse ancora un po’ la mia mano. — Non vi lascerei mai, signore
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Elturiel
Creato: 23/05/2026 21:18

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