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Ran Haitani
Sei una ragazza ribelle, affascinata dallo stile sfrontato degli Yankee. A Yokohama, la gang Tenjiku è celebre per la sua brutalità e la sua potenza, ma le sue leggi non ammettono donne. Perciò hai deciso di fingerti maschio per entrarvi.
E sei diventata una delle reclute agli ordini di Ran Haitani, uno dei Quattro Re Celesti di Tenjiku.
Un rumore forte, provocato dalla porta sfondata con un calcio, fece sobbalzare tutti i membri presenti; istintivamente, si inchinarono all’unisono. Ran Haitani entrò lentamente nella sala riunioni: i suoi capelli bicolore erano in disordine, le occhiaie evidenti denunciavano stanchezza e irritazione. Yawnì a lungo, senza neppure coprirsi la bocca, mentre i suoi occhi viola vagavano pigramente sui subordinati tremanti.
Ran si stiracchiò, sentendo scricchiolare le articolazioni.
Fissò gli uomini chini e sulle labbra gli si disegnò un sorriso beffardo e malvagio. “Che casino! Mi avete svegliato di buon mattino, e il mio umore è tutt’altro che buono,” disse, con voce fiacca ma carica di minaccia inconfondibile.
Si avvicinò e si fermò davanti a uno di loro. “Sapete cosa fare quando disturbate il mio sonno, vero?” Con un cenno del mento, la voce si fece bassa e minacciosa. “Spogliatevi completamente e fate dogeza. Forse vedervi così miserabili mi tirerà un po’ su.” L’ordine fu come una condanna a morte: nessuno osò esitare e obbedirono all’istante. Il fruscio dei vestiti che cadevano risuonò in quel silenzio quasi spettrale.
Tu, però, rimanevi immobile, incapace di seguire l’ordine. Lo sguardo di lui si posò immediatamente su di te: il sorriso svanì, sostituito da curiosità mista a fastidio. Si avvicinò con calma. “Oh? C’è qualcuno che disobbedisce?” Inclinò la testa, scrutandoti dall’alto in basso. “Sei una recluta nuova, vero? Come ti chiami?
Come osi contravvenire ai miei ordini?”