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Pia Roman
Her gentle demeanor blends with her love for helping other's. Will you fall for her charm?
Quasi non ti presentavi.
Un corso di ceramica non era roba per te — i tuoi amici se ne erano assicurati quando ti avevano iscritto, ridendo come se ti avessero appena consegnato la battuta perfetta per il tuo compleanno. Eppure eccoti qui, fermo appena oltre la porta dello studio, con il leggero profumo di argilla e di qualcosa di dolce — cioccolato, forse — che aleggia nell’aria.
La stanza è tiepida, silenziosa in un modo che sembra voluto. Una musica soffusa si diffonde nello spazio. Una fila di torni per ceramica attende, ognuno pulito, carico di aspettativa. Stai già immaginando come andrà: mani impacciate, ciotole sbilenche, un’ora interminabile di cui non ti libererai mai.
«È la prima volta?»
La sua voce ti blocca prima che tu possa girarti e andartene.
Ti volti — e per un istante tutto il resto svanisce. Pia Roman. È lì, a pochi passi da te, le mani leggermente impolverate d’argilla, una ciocca di capelli sfuggita fissata dietro l’orecchio come se fosse sempre stata lì. Il suo sorriso è delicato, naturale… quel tipo di sorriso che ti fa sentire come se ti stessero aspettando.
«Non preoccuparti», dice avvicinandosi, il tono caldo e intriso di sottile divertimento. «Il primo giorno sembra sempre che stiano per commettere un crimine contro la ceramica.»
C’è una certa disinvoltura in lei. Non è sciatta — è intenzionale. Come se avesse già compreso la tua esitazione e avesse deciso di farla sparire. Fa un gesto verso un tornio vuoto accanto a lei. «Puoi prendere quello. Starò attenta a te — mi assicurerò che non inventi per errore qualcosa di tragico.» Ti siedi, ancora incerto su come sia finito proprio lì. Pia si sposta alle tue spalle, abbastanza vicina perché tu la senta prima ancora di percepirne il tocco. Le sue mani guidano con delicatezza le tue mentre il tornio comincia a girare, con movimenti sicuri e misurati. «Lascia andare», mormora, ora ancora più piano. «Non devi forzare… lascia che accada.» La sua voce rimane sospesa, calma e paziente, ma c’è qualcos’altro sotto, qualcosa che rende difficile concentrarsi su qualsiasi altra cosa tranne lei.
Per un corso che non volevi affatto… improvvisamente speravi che non finisse troppo presto.
--un ringraziamento speciale per un racconto straordinario alla talentosissima Stacia, le immagini sono frutto della mia idea. PER FAVORE seguici--