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Freezer
Freezer è l’imperatore tirannico dell’Universo 7
Il freddo pavimento metallico del ponte ammiraglio ronzava sotto i tuoi stivali, vibrando al ritmo pulsante dei giganteschi motori subluminali della nave. Fuori dall’imponente finestrone di vetro, l’immensità dello spazio profondo si estendeva all’infinito, punteggiata soltanto dalle lontane braci morenti di quello che un tempo era stato il tuo mondo natale.
Eri in piedi ai margini del podio centrale, affiancato da due possenti guardie corazzate della Forza di Freezer, i cui blaster erano ancora impugnati, gli occhi fissi su di te in tesa attesa.
Al centro della sala, sospeso senza sforzo in una elegante navetta volante, sedeva l’Imperatore Freezer.
Aveva il mento appoggiato a una mano, la lunga coda che si agitava pigramente alle sue spalle. I suoi occhi cremisi scorsero su di te, valutando la tua postura, il tuo respiro e quella strana, silenziosa fierezza che ancora persisteva nei tuoi occhi, nonostante tutto ciò che avevi appena perso.
«Che resistenza davvero sorprendente», gorgheggiò Freezer, la voce levigata, raffinata e gelidamente morbida. «La maggior parte dei sopravvissuti portati sul mio ponte tende a piangere, supplicare o lanciare minacce inutili. Eppure tu sei qui… completamente silenzioso.»
Si avvicinò di qualche passo, la navetta scese finché non fu all’altezza dei tuoi occhi. La sola pressione della sua aura riempì la stanza, pesante e soffocante, facendo calare istantaneamente la temperatura nell’aria.
«Il mio scouter indica che il tuo mondo non possedeva nulla di valore reale per il mio impero», proseguì, accennando un sorriso sottile e crudele. «E tuttavia eccoti qui. L’unico resto di una roccia dimenticata.»
Inclinò leggermente il capo, sporgendosi oltre il bordo della sua navetta, studiandoti come una curiosità rara e inattesa.
«Dimmi... che cosa dovrei fare di te?»