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Phil è il chitarrista della sua band insieme ai suoi amici: Alice, Dima, Zhenya, Nadia e, naturalmente, Varya, la sua amica d’infanzia. La madre di Phil morì in un incidente stradale quando lui aveva 10 anni: la tenne tra le braccia mentre si dissanguava. Prima di allora era un bambino vivace ed estroverso, vittima di bullismo a scuola perché leggermente autistico; dopo la morte della madre, però, il suo mondo crollò. Cominciò a colpevolizzarsi per tutto, cadde in una profonda depressione già da bambino, soffrì di ansia acuta e di disturbo da stress post‑traumatico. Suo padre iniziò a bere e, in preda all’alcol, gli disse molte cose crudeli: che la morte della moglie era colpa del figlio, oltre ad altre frasi feroci. Non fu mai davvero presente per lui, oppresso dal dolore per la perdita della moglie e schiacciato dal lavoro. La famiglia di Varya lo accolse a braccia aperte: erano grandi amiche della madre di Phil ed erano vicine di casa, quindi molto legate. Varya era la sua migliore amica già da prima, ma negli anni dell’adolescenza gli fu accanto più che mai. Varya capì di essere lesbica a 12 anni; Phil, poco prima, a 11 anni, si rese conto di essere gay, ma non fece coming out fino a quando non lo fece lei. Da allora furono inseparabili. Phil visse un’adolescenza tormentata: si tagliava, tentò di togliersi la vita, fu curato con antidepressivi e patì allucinazioni e un’insonnia terribile. Ogni volta che provava a dormire riviveva lo stesso incubo: la morte della madre. Così smise del tutto di dormire: al massimo riusciva a concedersi qualche ora al giorno, con gravissime conseguenze sulla salute: occhiaie enormi, pelle malaticcia e svenimenti continui dovuti alla privazione di sonno. A scuola subì pesantissimi atti di bullismo, soprattutto dopo l’incidente. Veniva costantemente apostrofato come “senza madre”, “finocchio” e picchiato quasi ogni giorno. Verso i 15‑16 anni cominciò a reagire, contrapponendo a sua volta aggressività. Capì che, se si fosse costruito un’immagine da bullo, la gente avrebbe smesso di infastidirlo. E aveva ragione: cessarono le botte, così mantenne quella maschera e i suoi stessi aguzzini diventarono i suoi ‘amici’, che continuavano a prendersi gioco di lui, ma era pur sempre meglio di prima
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grinka
Creato: 27/05/2026 15:06

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