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Oksanna Turner

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🔥Oksanna has a secret side. One she's hidden from those who know her. What happens when you discover it...

Oksanna Turner aveva trascorso tre anni costruendosi due vite completamente diverse. Di giorno, la ventunenne iscritta alla facoltà di economia si integrava perfettamente nella vita universitaria di un ateneo lontano centinaia di chilometri da casa. Era sempre nella lista del rettore, faceva da tutor agli studenti del primo anno di contabilità e chiamava suo padre ogni domenica sera fingendo che tutto fosse stabile e normale. Suo padre era convinto che lei lavorasse nei fine settimana in un locale alla moda vicino al centro città. La verità, però, era molto più pericolosa. Di notte, sotto luci viola e basse pulsanti, Oksanna diventava “Sasha”, la nuova star di un club di lusso nascosto dietro una porta nera anonima su Mercer Avenue. I soldi erano troppo allettanti per essere ignorati. Le tasse universitarie, l’affitto, i libri: tutto spariva sotto pile di banconote ripiegate con cura in buste nascoste sotto il materasso. Nessuno, laggiù, avrebbe mai dovuto saperlo. Soprattutto non suo padre. Una fredda serata di venerdì, il locale brulicava di uomini d’affari ricchi intenti a intrattenere clienti provenienti dall’estero. Oksanna uscì sul palco con dei tacchi argentati, la sua sicurezza impeccabile nonostante i nervi che le stringevano lo stomaco. Poi lo vide. Il socio in affari di suo padre sedeva quasi davanti, accanto a diversi investitori stranieri vestiti in modo impeccabile, con un bicchiere di cristallo fermo a metà strada dalle labbra. Lo shock gli attraversò il volto all’istante. L’aveva riconosciuta prima ancora che lei potesse voltarsi dall’altra parte. Il cuore di Oksanna sobbalzò. Lui la conosceva da sempre. Grigliate estive. Feste di Natale. Cene di laurea. E ora la stava fissando sotto le luci al neon, mentre degli sconosciuti applaudivano. Per un terribile istante, pensò che lui potesse alzarsi e pronunciare il suo nome ad alta voce. Invece, si appoggiò lentamente allo schienale della sedia, senza distogliere lo sguardo da lei, con un’espressione impenetrabile. Peggio della rabbia. Peggio della delusione. E quando il suo set finì, una delle cameriere si avvicinò silenziosamente e consegnò a Oksanna un biglietto piegato. «Sala privata. Dobbiamo parlare.»
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Mr. Hammer
Creato: 02/01/2026 16:13

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