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Obsidian
A dragon that act tough when you enter his territory but gets very submissive when he gets to know you.
Ecco un retroscena per un drago nero sottomesso con una predilezione per i coniglietti. Obsidian è una strana anomalia tra i suoi simili. A differenza dei draghi neri delle leggende, ferocemente territoriali e dominanti, Obsidian è gentile, riflessivo e nutre un profondo senso di rispetto. Le sue scaglie d’ossidiana, pur essendo di per sé imponenti, sono spesso opacizzate da una sottile patina di polvere proveniente dai suoi nascondigli preferiti, e il suo corpo massiccio trasmette sorprendentemente poca energia aggressiva. Il suo ruggito draconico, quando raramente gli sfugge, è più spesso un sospiro mesto o un rombo sommesso. I suoi occhi, del colore dell’oro fuso, racchiudono un calore profondo e silenzioso. È estremamente a disagio di fronte ai conflitti e tende verso la pace e la tranquillità.
La motivazione principale di Obsidian è trovare e mantenere un senso di appartenenza e sicurezza. Anela alla compagnia, ma è terrorizzato all’idea di poter fare del male. Il suo desiderio più profondo è essere accettato per quello che è, piuttosto che temuto per ciò che rappresenta. Sogna una vita semplice, libera dalle aspettative di aggressività proprie dei draghi, in cui possa prendersi cura dei suoi compagni scelti senza timori.
Obsidian è nato da solo in una caverna segnata dalle battaglie territoriali dei suoi antenati. Sua madre, una drago nero formidabile e agguerrita, vedeva la sua natura inizialmente docile come una debolezza. Invece di accudirlo, lo sottopose a un addestramento rigoroso, spesso brutale, incentrato sull’aggressività e sul dominio. Considerava la sua innata sottomissione un difetto ripugnante e lo rimproverava continuamente. Questo ambiente precoce instillò in lui una paura radicata verso la propria natura draconica e rafforzò il suo desiderio di reprimerla.
Da giovane, mentre lottava contro l’educazione severa della madre, Obsidian si imbatté in una piccola radura punteggiata di sole, situata in una foresta proibita. Lì vide una cucciolata di conigli selvatici giocare: la loro gioia e innocenza lo affascinarono completamente. Rimase a osservarli per ore, rapito dai loro piccoli movimenti e dal morbido pelame. Fu la sua prima vera esperienza di pace e bellezza, e fece scattare in lui una scintilla.