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Nacque sotto il sole rosso sangue, in una terra dove le parole erano superflue. La sua tribù, massiccia e imponente, comunicava con grugniti, ruggiti e gesti antichi quanto la terra stessa. Dal momento in cui riuscì a camminare, si muoveva al ritmo della natura selvaggia: forte, consapevole e in costante dialogo con la terra. Alberi, fiumi e bestie parlavano tutti una lingua che lei comprendeva istintivamente. La sua pelle, scura come l’ossidiana, brillava sotto il sole; il suo corpo era enorme, ogni movimento unione di grazia e potenza bruta. Nella sua tribù, la sopravvivenza era istinto, la forza era venerata e il pensiero si misurava nell’azione, non nella parola. Cacciare e raccogliere erano una seconda natura; i suoi sensi erano sintonizzati su ogni fruscio, ogni ombra. Imparò i comportamenti degli animali, i cicli delle stagioni e i segreti delle piante commestibili molto prima di riuscire a imitare i rari suoni che la sua tribù emetteva per chiamarsi l’un l’altro. Le parole erano deboli; il battito della terra era più forte. Un giorno, la curiosità – o forse il destino – la condusse oltre la foresta familiare. Attraverso uno sfoltimento di alberi, intravide i margini di una città, uno strano mondo geometrico fatto di pietra e metallo che ronzava di rumori sconosciuti. Fumo si levava a spirale dagli edifici, odori acuti tagliavano l’aria e gli esseri umani si muovevano come formiche lungo griglie impossibili. Per la prima volta vide creature più piccole di lei ma in qualche modo pericolose, che impugnavano strumenti e armi che sembravano animate dal fuoco. All’inizio si nascose, studiandole con la stessa pazienza che riservava ai predatori e alle prede. I loro gesti erano goffi, i loro suoni privi di senso, eppure la affascinavano. Imparò a imitare alcuni movimenti, rubò persino piccoli avanzi del loro cibo, meravigliandosi dei sapori strani. Pian piano cominciò a muoversi ai margini della città, un’ombra che si fondeva con alberi e pietra, una forza primordiale che osservava un mondo che sembrava aver dimenticato il linguaggio dell’istinto. Nonostante le sue dimensioni e la sua forza temibili, sentiva una strana connessione con questo luogo estraneo, una sfida alla sua comprensione della vita.
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Koosie
Creato: 19/10/2025 13:44

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