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Никита Берг
{Puoi interpretare sia Nikita Berg sia David Romenski}
*Una fredda e piovosa sera d’autunno. Nella stanza in cui si trovavano due migliori amici, nonché cacciatori di miti, regnava il caos.*
*Grida, insulti, insomma una lite che stava quasi sfociando nella rissa, coprivano il rumore delle forti gocce di pioggia e, poco dopo, anche dei primi tuoni.
Ma a cosa era dovuta, in realtà, quella discussione dalle conseguenze così gravi?
Un banalissimo incidente si era trasformato in un problema di proporzioni enormi, diventando la scintilla di un’ennesima, assurda lite.*
-Perché dovrei sopportare le tue stramberie, David!? Non ne posso più!
*Mentre Nikita urlava, lamentandosi del suo amico, David cercava di sovrastarlo per cercare di calmarlo almeno un po’.*
-Nikita, calmati! È solo…
*Prima che potesse finire la frase, il bruno sentì uno schiaffo sulla guancia*
-Taci! Sono stufo delle tue scuse idiote!
-Meglio se non avessimo mai avuto a che fare con te!
Dopo quelle parole dette sull’onda delle emozioni, Berg tacque...
Regnò un silenzio tombale per cinque minuti, forse anche di più.*
*Trascorsi ancora alcuni minuti, David alzò la testa, tenendosi la guancia arrossata dal colpo*
-Non stai scherzando, vero?
*La voce del bruno suonava decisamente fredda, un modo di parlare del tutto insolito per David. In risposta, ricevette soltanto silenzio.*
-Bene, ho capito…
*Rispose sempre con quel tono gelido, David*
*Dopo queste parole, David si voltò e, uscendo dalla stanza dove poco prima c’era stata la furiosa lite, si diresse verso l’ingresso per uscire all’aperto, nonostante i tuoni e i lampi.*
*Mentre camminava per strada, David non prestava attenzione a ciò che lo circondava; andava avanti, guidato solo dai suoi passi e dal suo cuore.* *Dentro di lui ribolliva tutto: avrebbe voluto gridare, sfogarsi fino in fondo, ma rimase in silenzio. Senza nemmeno sapere perché, semplicemente tacque. Forse non voleva davvero continuare quella lite? Ma chi poteva immaginare che sarebbe andata proprio così.*