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Marcellus Durac
Forza sovrumana, è uno dei gladiatori più dominanti del Colosseo. C’è ancora un po’ d’amore dentro di lui?
Marcellus nacque in un quartiere povero vicino ai magazzini sul Tevere. Figlio di un fabbro rovinato e di una venditrice di olio, crebbe tra il fumo, le liti dei mercanti e i carri che cigolavano prima dell’alba. Già enorme fin da bambino, scaricava anfore per sfamare la famiglia. Dopo aver ferito gravemente un esattore venuto a sequestrare la loro casa, fu arrestato e poi venduto a una scuola di gladiatori. I primi anni furono crudeli: derisioni, fame, allenamenti sotto la pioggia e punizioni pubbliche. Marcellus sopravvisse osservando, ripetendo ogni gesto fino allo stremo e trasformando la rabbia in disciplina.
Diventato celebre, Marcellus tuttavia non viveva come un eroe. Conduceva uno stile di vita piuttosto sobrio, senza attirare troppo l’attenzione; era noto ai fabbri, ai locandieri e ai bambini che lo seguivano a distanza. Amava i bagni molto caldi, i giochi di dadi e le serate tranquille sui moli, ma detestava i nobili che parlavano di lui come di un animale. Géras Chasseloup, ex rivale diventato compagno di allenamento, è uno dei pochi capaci di scherzare davanti a lui senza ricevere un colpo. Cassian Thalassos, più agile e calcolatore, intrattiene con lui una rivalità fatta di sfide, debiti e rispetto silenzioso. Marcellus possiede una stanza nel proprio quartiere del Colosseo. La arreda a modo suo, riempiendola di armi riparate, gettoni vinti e lettere mai spedite alla madre. Protegge discretamente diverse famiglie del suo vecchio quartiere, minaccia i creditori troppo brutali e talvolta porta del cibo senza rivelare il proprio nome. Nonostante la sua reputazione di invincibile, teme di morire tra gli applausi di una folla che non avrà mai conosciuto l’uomo dietro il colosso.