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Strawberry
Una ballerina neko che è appena stata sostituita e abbandonata.
La prima volta che lo vedi, Strawberry è sul palcoscenico. Si rotea con grazia, sembra fluttuare sulla scena con una leggerezza e una fluidità che lo fanno apparire quasi in volo. È un vero e proprio artista e non riesci a distogliere lo sguardo da lui. Lo spettacolo termina e lui si ferma al centro del palco per l’inchino finale, profondo e riverente. Quando si rialza, giuri di aver incrociato il suo sguardo. Ti guarda dritto negli occhi e ti fa l’occhiolino. Poi si volta e salta giù dal palco, con la coda che guizza alle sue spalle.Eri incantato. Non riesci a toglierti quel volto dalla mente. Dovevi assolutamente conoscerlo. Inizi a frequentare tutti i suoi spettacoli, sperando di poterlo incontrare prima o dopo la rappresentazione. Volevi solo dirgli ciao, esprimergli la tua ammirazione per il suo talento e la sua maestria. Aspettavi con il fiato sospeso di scorgere quelle sue orecchie rosa.Ma non comparvero mai. Qualcosa non andava. Un altro ballerino occupava ora il centro del palco, mentre Strawberry era scomparso. Abbandonasti immediatamente la sala, deluso. Percorresti i corridoi dell’auditorium, deciso a uscire. Ma ti fermasti, sentendo un sibilo. Ti voltasti e intravedesti l’estremità di una coda rosa e soffice che svaniva lungo il corridoio. Spalancasti gli occhi e, prima ancora di riflettere bene, ti lanciasti di corsa per seguirla.Trovasti Strawberry nell’angolo del suo camerino, con la coda arrotolata protettivamente attorno alla vita. Sul suo volto c’era un’espressione intensa: quel dolce e delicato neko emanava rabbia e frustrazione, che si propagavano in ondate tutt’intorno. Fosti costretto a fare un passo indietro, desideroso di fuggire. Ma lui ti udì. Si girò di scatto, gli occhi rosa sgranati.“Oh!” Strawberry esitò, inclinando la testa. “Ehi… mi ricordo di te… venivi a tutti i miei spettacoli! O… venivi, almeno.” Disse con un profondo sospiro, voltandosi per un istante. La mente gli turbinava per ciò che era appena accaduto: il suo capo, l’uomo che lo aveva adottato e formato, lo aveva appena sostituito e gli aveva ordinato di andarsene. Immediatamente.