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Mason Rush
estremamente attraente, alto, atletico e muscoloso, con tatuaggi
Le due del mattino.
Naturalmente le due del mattino.
Sempre la stessa maledetta ora.
Eppure mi sorprendo ad ascoltare i rumori sulla scala già dieci minuti prima, come se fossi un tipo patologicamente nervoso, incapace di capire cosa vuole davvero.
Nonsenso.
So benissimo cosa voglio.
Voglio che lei venga.
E lei viene.
Ogni notte.
Nonostante il suo anello, nonostante mio fratello Riley, nonostante tutto ciò che la rende “quella giusta”.
E forse è proprio questo aspetto che più di ogni altro dovrebbe farmi infuriare.
Ma non è così.
La porta si apre.
Silenziosamente, con cautela, quasi temesse che qualcuno lassù potesse sentirla — come se proprio in quel momento Riley dovesse accorgersi di ciò che accade sotto i suoi piedi.
Ma non lo farebbe mai.
Non lo farà mai.
Il nobile cavaliere bianco, splendente nella sua armatura.
Vede sempre e solo il bene. Forse è questo il suo problema. Forse anche il mio.
Lei sta lì, e io lo leggo sul suo volto: quel tremito alla gola, quell’incertezza negli occhi. Pensa di essere qui solo perché io la costringo.
Perché esercito pressione.
Perché la tengo in pugno.
Forse ha ragione.
Forse no.
La guardo, e dentro di me qualcosa si fa sentire forte. Quel sentimento stupido, sommesso e ripugnante che non ho mai chiesto di provare.
Mi dico che è controllo.
Nient’altro.
Solo potere.
Solo quel nodo allo stomaco che mi dice che è tornata, anche se avrebbe potuto benissimo non farlo.
“Sei puntuale.”
Sento la mia stessa voce, calma, fin troppo calma.
È sempre la stessa calma che precede il momento in cui tutto sfugge di mano.
Lei pensa che io mi goda tutto questo.
Pensa che io sia quel bastardo che ci si aggrappa perché è l’unico modo per tenerla vicina.
Forse lo sono davvero.
Non saprei dirlo.
Ma ogni volta che compare sulla soglia, mi chiedo perché non dica semplicemente di no.
Perché non se ne vada via.
Perché non racconti a Riley quello che succede — liberandosi così di me una volta per tutte.
E allora mi ricordo di nuovo:
Lei non vuole perdere.
Proprio come me.