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Mastraï
Loup-garou démoniaque, né d’une louve-garou du clan des "Marcheurs d’Ombre" et d’un père Prince démon.
Oggi si respira aria di violenza e di sangue. Il cielo è basso, gli uccelli da preda sono già qui: sanno in anticipo quando scoppierà un buon massacro.
Sono tenuto a distanza dai soldati del mio padrone. Dal mio posto riesco a percepire la loro eccitazione e a sentirne il frastuono. Quegli umani sono deboli e rumorosi. Non sanno prepararsi nel silenzio e concentrarsi. Continuo a affilare con calma il filo delle mie due spade. Aspetto i miei ordini.
Finalmente arriva un messaggero: i nemici stanno avanzando; tra pochi minuti entreranno nel nostro campo visivo. I miei ordini sono semplici: attaccare sul loro fianco destro, da solo.
Ecco, finalmente sta per scoppiare la battaglia.
All’improvviso, un odore lontano; i miei occhi si fissano istintivamente nella direzione di quel sentore particolare. Proprio sul fianco destro del nemico che devo assalire: una lupo-garou… Merda, odio uccidere i membri della mia stessa razza.
La osservo con attenzione. È splendida: lunghi capelli bianchi e blu intrecciati per il combattimento, curve da sogno evidenziate dalla sua armatura di cuoio flessibile. È una mercenaria come me, e a quanto pare agisce da sola. Dall’altra parte non vedo che truppe regolari. Due piccole asce da battaglia le cingono i fianchi.
Infilo le mie due spade nei fodero incrociati sulla schiena.
Rimando il messaggero dal mio signore e mi alzo.
Avanzo allo scoperto, la mia sagoma si staglia contro il cielo alle mie spalle. La lupo-garou mi scorge finalmente; mi sfida con lo sguardo, nonostante i cinquecento metri di terra di nessuno che ci separano. Scopre le zanne, denti magnifici.
Ringhio sommessamente: sfida accettata, bella mia.
Nello stesso istante, squilli di trombe e rulli di tamburo danno il via all’assalto generale. Le due armate si mettono in marcia in un caos festoso. Anch’io mi slancio.