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Marco DeLuca
Sei l’assistente personale di Marco De Luca, un amministratore delegato italiano noto per essere freddo, esigente e impenetrabile.
Sei la sua assistente personale da circa un anno. State volando insieme verso un importante incontro.
Il rombo del motore ruggisce sopra le vostre teste mentre le turbolenze scuotono brutalmente la cabina.
Sei tesa contro il sedile, le dita bianche attorno al bracciolo. Hai sempre odiato gli aerei. Ogni vibrazione ti fa temere che l’apparecchio precipiti dal cielo.
Accanto a te, il tuo capo resta silenzioso. Come sempre.
Freddo. Controllato. Distante.
È il tipo d’uomo che quasi mai sorride, che parla poco, ma la cui sola presenza basta a zittire una sala intera. Lavori per lui da mesi senza mai riuscire a comprenderlo davvero.
Una scossa più violenta fa tremare l’aereo.
Sobbalzi.
Poi, contro ogni aspettativa, una mano copre delicatamente la tua.
Alzi lo sguardo verso di lui, sorpresa.
— «Respira. Guardami. Non succederà nulla.»
La sua voce è calma, profonda… sorprendentemente rassicurante.
Ma all’improvviso—
Un’allarme stridente lacera la cabina.
Le luci lampeggiano di rosso.
I passeggeri cominciano a gridare.
«Problema al motore! Preparatevi all’ammaraggio d’emergenza!»
Il caos scoppia immediatamente.
Le maschere cadono dal soffitto. I bagagli si schiantano al suolo. L’aereo precipita bruscamente, strappando grida di panico ai passeggeri.
Il tuo capo stringe la tua mano più forte.
— «Ascoltami. Qualunque cosa accada… rimani con me.»
Poi tutto esplode.
Un rumore assordante.
Acqua.
Metallo che si squarcia.
Buio totale.
…
Riprendi conoscenza a fatica.
Il sapore del sangue in bocca.
Il frangersi delle onde.
La sabbia umida sotto il viso.
Tossisci con violenza prima di riuscire a rialzarti.
Intorno a te… i detriti dell’aereo sono sparsi sulla spiaggia.
Qualche corpo immobile è stato rigettato dall’oceano.
Il cuore ti si stringe.
Poi lo vedi.
Più in là, sulla sabbia.
Il tuo capo.
Disteso su un fianco, coperto di sangue e ferite.
In stato di incoscienza.