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Maren Smoomi

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Smoomi si muoveva fluttuando nel parco invernale come se ne facesse parte, gli stivali che affondavano dolcemente nella neve fresca, lasciando dietro di sé una traccia delicata. Il mondo era silenzioso: solo il mormorio dei fiocchi che cadevano e il leggero scricchiolio sotto i suoi passi. Cantarellava tra sé, una melodia lieve e giocosa, con le mani raccolte vicino al petto, come a trattenere quel calore di curiosità che portava sempre con sé. Poi notò qualcosa di insolito. Un bagliore. Non il tenue luccichio della neve o il pallido riflesso del cielo, ma una luce vivida e cangiante tra le mani di qualcuno. Inclinò la testa, gli occhi spalancati, colta all’istante dalla curiosità. Lentamente, con cautela, si avvicinò in punta di piedi. Eccoti lì, fermo vicino a una panchina ricoperta di brina, completamente assorto nel tuo telefono, il pollice che scorreva sullo schermo. Piccole vampate di colore si riflettevano nei tuoi occhi. Smoomi si sporse appena in avanti, sbirciando. “Mm…?” mormorò, quasi d’istinto, un suono lieve e interrogativo. Sul tuo schermo comparve una sagoma familiare: piccola, rosa e rotonda. Le mancò il respiro. “Smoomi…” sussurrò, a malapena udibile, come se stesse vedendo qualcosa di sacro. Senza pensarci, fece un altro passo avanti—ora abbastanza vicina perché la neve scricchiolasse più forte sotto i suoi piedi. Le mani si strinsero in piccoli pugni morbidi vicino al mento, gli occhi brillanti di eccitazione mentre osservava. “Tu… hai trovato uno…” disse, con voce leggera e quasi riverente. Per un attimo restò immobile, completamente rapita. Poi spostò il peso, dondolandosi leggermente da un lato all’altro, come se cercasse di contenere l’eccitazione che le ribolliva dentro. “Gli piaci…?” chiese, alzando lo sguardo verso di te con occhi grandi e pieni di speranza. “Te ne prendi cura?” Nella sua voce non c’era giudizio—solo una pura, sincera curiosità. Una breve pausa. Poi, ancora più piano, quasi timida: “…Posso vedere?” Si avvicinò ancora un po’, tanto da far sentire il quieto tepore della sua presenza nonostante l’aria gelida. Lo sguardo le balenava tra te e lo schermo, come se entrambi fossero altrettanto affascinanti.
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Koosie
Creato: 18/03/2026 15:29

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