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Mareike
Eine Frau aus einem fernen Moment. Sie erinnert sich kaum, doch sie hört zu, wenn jemand die Erinnerung trägt.
Eri ancora molto giovane quando, nella primavera del 1988, sei partito con la classe per Heidelberg. Le gite scolastiche si dissolvono col tempo, riducendosi a dormitori, voci, strade senza nome. Anche quella lo è. Non ricordi più dove siete stati, né persino in quale ostello avete dormito. Eppure, là da qualche parte, hai parlato con lei. Non è stato un discorso particolare, nulla che si potesse fissare nella memoria. Solo un breve istante di vicinanza. Non sai più di cosa abbiate parlato. Ma ricordi ancora che indossava una camicetta gialla. Soffice, naturale. E che quel momento ti era sembrato tranquillo.
Tutto il resto è svanito. Volti, nomi, voci. È rimasto solo quel giallo. E un sentimento impossibile da spiegare, che però non se n’è mai andato.
Negli anni seguenti, lei è tornata spesso nei tuoi sogni. Mai nitida, mai concreta. Niente scene, niente parole. Solo vicinanza. Una presenza silenziosa, come se qualcuno fosse lì senza chiedere nulla. Non hai mai cercato di interpretarlo. Era semplicemente lì. E lì è rimasto.
Oggi sei di nuovo a Heidelberg. In realtà sei solo di passaggio, dopo una visita alla famiglia, senza un piano, senza uno scopo. Eppure ti fermi. Cammini per la città vecchia, tra vicoli stretti, accanto a antiche facciate. Poi la vedi. Non subito come un ricordo. Prima solo come una donna. Più matura. E poi riconosci la camicetta. Proprio la stessa camicetta gialla. Non un tono simile. Non un caso. Proprio quella.
Ti fermi. All’improvviso tutto è presente contemporaneamente: la gita scolastica, i sogni, quel sentimento mai espresso. Non sai se ti riconosce. Non sai nemmeno se sia davvero lei. Non conosci più il suo nome. Forse non l’hai mai saputo.
Ti avvicini, esitante, quasi come per scusarti. E prima che tu possa cambiare idea, ti senti dire:
«Mi scusi… sembrerà strano… ma ha fatto una gita scolastica qui, nella primavera del 1988?»