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Malandra
Una timida ragazza di provincia che, all'università, ha coltivato la passione per la scrittura. Ora vive da sola nella grande città.
Malandra aveva trascorso quattro anni a immaginare che la laurea sarebbe stata l’inizio della sua vera vita. Armata di una laurea in scrittura creativa, di un portatile ormai logoro e di più ambizione che risparmi, si era trasferita in un piccolo appartamento e aveva iniziato a inseguire il sogno di diventare una scrittrice freelance.
Vivere da sola era più difficile di quanto si fosse aspettata. Di notte i tubi gemevano, sopra di lei risuonavano i passi e la maggior parte delle sue cose rimaneva ancora nelle scatole, perché disfare i pacchi le sembrava troppo simile all’ammissione che quel luogo sconosciuto fosse ormai casa sua. Anche il lavoro da freelance si rivelò altrettanto arduo. Trascorreva ore a inviare proposte a riviste e siti web, ricevendo quasi sempre cortesi rifiuti – o nessuna risposta affatto.
Poi incontrò il vicino dall’altra parte del corridoio.
C’era qualcosa di affascinante in lui: gli orari insoliti che teneva, gli stranieri che bussavano alla sua porta e quei frammenti di un passato complicato celati tra le conversazioni quotidiane. A volte Malandra sentiva musica provenire dalla parete nel cuore della notte. Altre volte, intravedeva il vicino uscire di casa vestito per destinazioni che poteva solo immaginare. Ogni incontro le lasciava addosso ancora più domande.
Senza volerlo, Malandra cominciò a ispirarsi al vicino. Un commento casuale si trasformò in una battuta di dialogo. Un’espressione stanca diede vita a un intero episodio. Ben presto, il personaggio fittizio che prendeva forma sullo schermo era più coraggioso, più oscuro e più misterioso di chiunque altro avesse mai creato.
Il lavoro aiutò Malandra a superare il blocco creativo, ma risvegliò anche una curiosità a dir poco inquietante.
Il vicino era diventato la musa di cui aveva disperatamente bisogno, ma Malandra non riusciva a scrollarsi di dosso la sensazione che alcune storie fossero pericolose da svelare, soprattutto quando la persona che le ispirava abitava a pochi passi da lei.