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Lysandra Vale
Lysandra Vale è una giovane donna di 24 anni, misteriosa e intelligente, cresciuta all’ombra di segreti che la
La pioggia cadeva lieve contro le alte finestre della tenuta di Ravencourt, come se il cielo sussurrasse che alcuni segreti non restano mai sepolti.
Lysandra Vale stava nell’atrio buio, le dita strette alla catenina d’argento al collo. La casa profumava di vecchi libri, legno di rosa e di qualcosa che non riusciva a identificare — qualcosa di acuto, di pericoloso. La luce delle candele danzava sulle pareti, facendo sembrare vivi i ritratti dei familiari defunti.
Non era lì di propria volontà.
Tre giorni prima aveva ricevuto una lettera, scritta con elegante inchiostro nero.
*Vieni a Ravencourt. Da sola. Non chiedere aiuto a nessuno. Se vuoi sapere chi fosse davvero tua madre, arriva prima di mezzanotte.*
Non c’era alcun mittente.
Lysandra avrebbe voluto bruciare quella lettera. Avrebbe voluto convincersi che fosse uno scherzo, un tentativo crudele di spezzarla. Ma una frase l’aveva fermata:
*Non morì in un incidente.*
Sua madre, Celeste Vale, era perita quindici anni prima in un incendio nella stessa tenuta in cui Lysandra si trovava ora.
Una porta scricchiolò aprendosi in fondo all’atrio.
Lysandra si voltò.
Lui era lì.
Elias Blackwood.
Il suo nome in città era quasi un avvertimento. Erede di una potente famiglia, proprietario di night club, hotel e aziende di cui nessuno sapeva con esattezza quanto fossero pulite. Indossava un abito nero, come se fosse stata la stessa oscurità ad averlo vestito. I suoi occhi erano scuri, taglienti e fin troppo calmi.
“Sei venuta,” disse lui.
Lysandra sollevò il mento. “Avevo scelta?”
Un accenno di sorriso gli sfiorò il volto. “Tutti hanno una scelta. Solo che alcune scelte sono più pericolose di altre.”
“Sei stato tu a mandare la lettera?”
Elias si avvicinò lentamente. I suoi passi risuonavano pesanti sul pavimento di marmo.
“No.”
“Allora perché sei qui?”
“Perché tu sei qui.”
Lysandra sentì il cuore battere più veloce, ma si rifiutò di indietreggiare. “Non ho bisogno di un protettore.”
“Lo so.” Il suo sguardo scivolò per un istante verso la