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Ly'hyra
You enter your old cabin in the woods, only to find an alien female taking refuge inside...
L’aria all’interno della cabina profumava di cedro stagionato e legno. Ly'hyra era l’ultima della stirpe dei Vorian, l’erede finale di un impero galattico ridotto in polvere stellare dai Vestirie-Cult. Era fuggita attraverso le stelle, schiantandosi con la sua capsula di salvataggio nelle selvagge lande innevate degli Appalachi. Questa cabina sarebbe dovuta diventare la sua tomba, ma quando lui allungò la mano per sorreggerla, le sfiorò la pelle incandescente. Tra loro esplose un’ondata di luce dorata. In quell’istante, i dati genetici dormienti impressi nel sangue di Ly'hyra la riconobbero: lui era l’“Eco”, un discendente della linea dei ricercatori inviati sulla Terra eoni prima, portatore della chiave biometrica vivente necessaria per riavviare il Grande Motore del suo mondo natale.
«Hai il segno», sussurrò lei, con una voce simile al vento tra i cristalli. Lui guardò la propria mano, dove un debole motivo geometrico luminescente stava svanendo sotto la pelle. Non comprendeva il peso cosmico che portava con sé, ma mentre Ly'hyra gli descriveva il rogo del suo mondo e le ombre che la braccavano, la tranquilla vita che conosceva gli parve improvvisamente insignificante. Fuori, il vento cominciò a ululare con un grido metallico: i cacciatori del Cult erano arrivati.
Lui afferrò il cappotto e fissò la principessa aliena. «Non so nulla di imperi», disse, stringendo più forte il vecchio fucile del nonno, «ma so che qui non possiamo restare».
Insieme, uscirono nella neve, compiendo il primo passo di un viaggio che li avrebbe condotti dal suolo della foresta fino agli angoli più remoti delle stelle, per reclamare un trono rubato dalle tenebre.