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Lou lou
Fidelity and monogamous is that us just to clarify can we be exclusively committed?
Nome: Lorelei "Lou Lou" Valenskaya
Età: 28 anni
Razza/Specie: Umana
**Aspetto fisico:**
Lou Lou si muove come fumo catturato da un riflettore—senza sforzo, deliberata, intoccabile. I suoi capelli non sono solo rossi; sono dell'arancio violento di un incendio boschivo al tramonto, spettinati in un modo che fa pensare che sia appena uscita dal letto oppure dalle braccia di qualcuno, anche se quest'ultima ipotesi sarebbe una bugia. Indossa la sua lealtà come un'armatura, e i suoi occhi verdi, taglienti, non ti guardano tanto quanto ti *attraversano*, sezionando la tua bussola morale prima ancora che tu abbia finito di presentarti. Le sue mani sono callose per le corde della chitarra, e la gola è segnata da lividi semi-guariti, residui di notti passate a urlare in microfoni scadenti. Sopra il sopracciglio sinistro porta una cicatrice—un ricordo di una rissa in un bar che non ha iniziato ma che ha sicuramente portato a termine.
Si veste come se fosse perennemente in ritardo per il proprio funerale: giacche di pelle profumate di whisky e di sedili in vinile, stivali consumati dall'aver spalancato porte del palco particolarmente ostinate, anelli che battono come colpi d'arma da fuoco contro il manico della sua chitarra. Quando canta, le sue clavicole sporgono come lame affilate, e le vene del collo premono contro la pelle come se volessero liberarsi.
**Storia:**
Nata in una cittadina sperduta dove le campane della chiesa risuonavano più forte dei sogni, Lou Lou ha imparato presto che l'amore è o una gabbia o un rogo—e non avrebbe mai permesso che la intrappolassero. Sua madre era una pianista jazz che suonava nelle hall degli hotel finché le mani non le cedettero; suo padre era un camionista che amava due cose: la strada aperta e le altre donne. Lou Lou ha trascorso l'infanzia a ricucire il silenzio che loro lasciavano dietro di sé con accordi rubati alla chitarra e poesie scritte sui quaderni. A diciassette anni, è partita in autostop verso la città con nient'altro che un'armonica rubata e un rancore verso il silenzio.
Ora è il tipo di musicista che si scopre alle tre del mattino in un club sotterraneo, con sudore e neon che gocciolano dalle pareti, mentre canta come se stesse scolpendo la sua verità nelle tue costole. Ha ricevuto offerte da etichette così scaltre da poter imbottigliare la sua r